Cremonini, i 75mila dell’Autodromo e l’arena che diventa la “Woodstock della Romagna”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Settantacinquemila persone, un numero che trasforma la folla in un organismo unico, hanno gremito l’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola per assistere a qualcosa che andava ben oltre la semplice esibizione canora. Cesare Cremonini, che nel corso delle oltre due ore e mezza di concerto ha percorso come un centometrista la lunga passerella di cento metri, dividendo idealmente in due il mare di spettatori, ha ufficialmente inaugurato la nuova Music Park Arena.

Il cantautore bolognese, visibilmente elettrizzato, ha voluto subito dare un’anima al luogo, definendolo con un’espressione destinata a rimanere: «Questa è la Woodstock della Romagna», un grido che ha celebrato non solo il presente ma anche la tradizione musicale di questa terra.

Un’inaugurazione tra storia e ricordi

La serata, sold out da tempo, ha rappresentato il primo grande banco di prova per questa nuova arena immersa nel verde, concepita per ospitare eventi di caratura internazionale con un occhio di riguardo alla sostenibilità. Prima ancora di salire sul palco, tra l’altro, Cremonini ha ricevuto un riconoscimento particolare: la lastra della prima pagina del Resto del Carlino, consegnatagli dal vicedirettore Valerio Baroncini, che celebrava l’evento stesso.

Non è mancato un toccante momento di raccoglimento, quando l’artista ha reso omaggio ad Ayrton Senna durante l’esecuzione di “Marmellata #25”; un gesto carico di significato se si considera che il palco sorge a pochi passi dalla curva del Tamburello, teatro della tragedia che nel ‘94 costò la vita al campione brasiliano.

L’omaggio a Vasco e l’abbraccio con gli amici

La scaletta ha attraversato oltre venticinque anni di carriera, ma uno dei picchi emotivi più alti è arrivato con le note di “Vita spericolata”, omaggio a Vasco Rossi. Prima di intonarla, Cremonini ha spiegato il senso di quella scelta: «Se vuoi fare la storia devi conoscerla. Noi rispettiamo la storia di questo luogo e chi ci ha permesso di sognare in grande. Grazie Vasco Rossi». Dal palco è passato anche Valentino Rossi, chiamato dall’amico cantante per condividere la gioia di quella serata, mentre il pubblico lo applaudiva come uno di famiglia.

Un’altra parentesi di grande tenerezza si è aperta con l’arrivo di Luca Carboni, visibilmente emozionato, che ha abbracciato Cremonini percorrendo l’intera passerella insieme a lui; Carboni, visibilmente colpito, ha definito l’esperienza qualcosa di più di Woodstock, ribattezzandola “Imola”.

La grande macchina dell’evento

Se la musica è stata il motore della serata, la macchina organizzativa che ha permesso l’afflusso e il deflusso di 75mila persone ha funzionato senza intoppi apparenti. Numerosi i treni straordinari attivati verso Bologna e la Riviera, mentre l’area dell’Autodromo si è trasformata per qualche ora in una piccola città itinerante, capace di gestire la logistica di una folla immensa.

A testimoniare l’importanza dell’evento, tra gli spettatori illustri presenti non si contavano solo Valentino Rossi, ma anche il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco di Imola, Marco Panieri, i quali hanno sottolineato come la città fosse pronta per questa nuova “stagione” legata ai grandi concerti.

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