Advent e Stripe ritirano l’offerta su PayPal, crollo del titolo a Wall Street

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Salta una delle operazioni più ambiziose nel settore dei pagamenti digitali degli ultimi anni. Il consorzio composto dal fondo di private equity Advent International e dalla piattaforma di pagamenti Stripe ha ufficialmente rinunciato all'acquisizione di PayPal, mettendo fine a una trattativa che aveva alimentato per settimane le speranze del mercato.

La notizia, diffusa da Bloomberg sulla base di fonti vicine al dossier, ha innescato un'immediata reazione sui mercati finanziari, con il titolo di PayPal che ha subito una brusca flessione, perdendo fino al 16% durante le contrattazioni di Wall Street per poi attestarsi su un calo di circa il 12%, intorno ai 54 dollari per azione.

Un'offerta da oltre 53 miliardi di dollari

La proposta, presentata ufficialmente a luglio, prevedeva un corrispettivo di 60,50 dollari per ogni azione PayPal, valore che si traduceva in una valutazione complessiva superiore ai 53 miliardi di dollari. Si trattava di un premio di circa il 28% rispetto ai valori di borsa precedenti alla diffusione delle prime indiscrezioni sull'operazione, un premio che rifletteva la portata storica dell'affare, destinato a configurarsi come uno dei più grandi leveraged buyout (acquisizioni con leva finanziaria) mai realizzati.

Il finanziamento dell'operazione, secondo quanto riportato da Reuters, poteva contare su impegni bancari per circa 50 miliardi di dollari. Nonostante l'entità dell'offerta, il consiglio di amministrazione di PayPal aveva giudicato la cifra insufficiente, aprendo la strada a una trattativa per un potenziale rialzo del prezzo, mentre i negoziati si sono infine arenati, portando al passo indietro del consorzio.

Il contesto di un titolo in profonda trasformazione

La prospettiva di un'acquisizione da parte di Stripe e Advent si inseriva in una fase particolarmente complessa per la storia di PayPal. L'azienda, che nel 2021 aveva toccato una capitalizzazione di mercato di circa 360 miliardi di dollari, sostenuta dal boom dell'e-commerce durante la pandemia, ha visto il suo valore crollare negli anni successivi.

Il ritorno alla normalità nelle abitudini di consumo e la crescente concorrenza di colossi come Apple Pay, Google Pay e di operatori specializzati come Klarna e Affirm hanno eroso la sua posizione dominante, portando il titolo a perdere oltre l'80% del suo valore dai massimi storici.

In risposta a questa crisi, la società ha avviato un profondo rinnovamento, culminato a marzo 2026 con la nomina del nuovo amministratore delegato, Enrique Lores, ex numero uno di HP, subentrato ad Alex Chriss con il mandato di rilanciare la crescita e la redditività del gruppo attraverso una riorganizzazione interna.

Le ragioni di un ritiro e le prospettive future

L'abbandono del progetto di acquisizione da parte di Advent e Stripe potrebbe essere stato influenzato da molteplici fattori. Se da un lato il board di PayPal riteneva l'offerta iniziale troppo bassa, dall'altro le stesse condizioni di mercato sono cambiate rapidamente: il titolo PayPal, sospinto proprio dalle voci di un possibile buyout, aveva guadagnato oltre il 40% nel trimestre, riducendo significativamente il premio inizialmente offerto dal consorzio.

Parallelamente, Stripe, la principale società di pagamenti online a livello globale, ha mostrato di avere altre priorità, come la recente acquisizione di OpenRouter per oltre 7 miliardi di dollari e il raggiungimento di una valutazione di 159 miliardi di dollari a febbraio, rendendo l'operazione su PayPal un'opzione meno centrale nelle sue strategie di crescita.

Con il ritiro dell'offerta, il titolo PayPal è tornato a scontare esclusivamente le prospettive del suo piano industriale interno, un piano che punta a rilanciare il business del checkout e dei pagamenti digitali senza il supporto di un compratore esterno.

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