Il dolore di Montecchio per Michele, un ragazzo e i suoi sogni spezzati sulla scarpata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oggi pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria Assunta a Montecchio, amici e parenti si stringeranno attorno a Giuseppe e Daniela, i genitori di Michele Riglietti. Il funerale, fissato per le 15, giunge dopo una veglia che nella serata di ieri aveva già riunito una folla commossa, segno tangibile di quanto il ragazzo, di appena 18 anni (sebbene molte fonti lo indichino come diciannovenne, essendo la sua data di nascita prossima a compiersi), fosse radicato nel tessuto sociale di Vallefoglia e delle valli circostanti. La dinamica dello schianto, avvenuto intorno alle tre della notte tra sabato e domenica lungo via Santa Maria Maddalena a Morciano di Romagna, è al centro di un'indagine affidata alla Procura di Rimini, che dovrà accertare le cause precise dell'uscita di strada della Bmw 320 che il ragazzo conduceva -1-7.

La dinamica dell'incidente e il gesto eroico della passeggera

Secondo le prime ricostruzioni, per ragioni ancora al vaglio dei carabinieri, il veicolo avrebbe dapprima impattato contro alcuni alberi sul lato della carreggiata, per poi terminare la sua corsa ribaltandosi nella scarpata adiacente dopo aver urtato il terrapieno di un fosso -4. Un impatto violentissimo, che non ha lasciato scampo a Michele, deceduto sul colpo. La situazione sarebbe potuta essere ancor più tragica se non fosse stato per il sangue freddo della giovane passeggera di 17 anni che viaggiava con lui. La ragazza, nonostante lo choc e i traumi riportati, è riuscita a liberarsi dalle lamiere contorte dell'abitacolo e, nel buio e nel fango, ha risalito la scarpata per raggiungere un'abitazione vicina e dare l'allarme -3-6. Un gesto che i soccorritori hanno definito determinante e che le è valsa il trasporto d'urgenza all'ospedale Bufalini di Cesena, dove attualmente è ricoverata ma non in pericolo di vita -1.

La raccolta fondi per le spese funerarie e il volto del ragazzo

Allo strazio per la perdita si aggiunge, per la famiglia Riglietti, anche il peso delle incombenze pratiche. È stato lo stesso padre, Giuseppe, a lanciare un appello sulla piattaforma di crowdfunding GoFundMe con poche, commoventi parole: «Ciao, mi chiamo Giuseppe i soldi delle donazioni saranno utilizzati per i funerali di mio figlio» -2. L'obiettivo è raggiungere i diecimila euro necessari a coprire i costi delle esequie e della sepoltura, un'iniziativa che ha già visto decine di piccole e grandi donazioni da parte di chi ha voluto stringersi idealmente attorno alla famiglia. Giuseppe e Daniela, originari della Puglia, gestiscono una pizzeria a Montecchio, diventata un punto di ritrovo per molti residenti, e questo legame ha ulteriormente moltiplicato le manifestazioni di solidarietà e i messaggi di cordoglio che in queste ore continuano a comparire sui social network -2-4.

Michele, al di là della cronaca, era un ragazzo con aspirazioni semplici e concrete. Dopo aver frequentato per due anni l'istituto professionale Benelli di Pesaro, aveva maturato la decisione di cercare un impiego, attratto dal mondo dei lavori manuali e con il sogno di diventare elettricista -5-7. Accanto a questa ambizione professionale, coltivava da tempo una grande passione per la musica, che lo vedeva spesso cimentarsi come deejay durante le feste tra amici, un hobby che gli permetteva di condividere la sua voglia di vivere e la sua leggerezza -7. La sua esistenza, fatta di affetti semplici e progetti per il futuro, si è interrotta bruscamente su quel rettilineo della campagna romagnola.

L'identikit di una vita normale e il cordoglio delle istituzioni

A dipingere il ritratto di Michele sono le voci dei genitori, riportate dalla stampa locale. La madre, Daniela, in un post sui social ha affidato il suo strazio a poche parole di una potenza devastante: «La mia vita è finita. Mio figlio. La mia vita, il mio tutto», un grido che racchiude l'abisso di dolore in cui è piombata la famiglia -5-7. Il padre, Giuseppe, contattato telefonicamente, lo ha descritto come un ragazzo con la testa sulle spalle, che aveva voglia di mettersi alla prova e costruirsi un mestiere, scegliendo una direzione precisa per il suo futuro. Anche il sindaco di Vallefoglia, Palmiro Ucchielli, ha espresso il cordoglio dell'amministrazione, parlando di una comunità «sconvolta e profondamente colpita» da una perdita inaspettata, e assicurando le prime azioni di supporto concreto alla famiglia Riglietti in questo momento di indicibile sofferenza -2.

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