Incendio sul Gargano, il sindaco di Peschici: «Roghi appiccati in più punti». Evacuati oltre mille tra turisti e residenti
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Redazione Interno
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L'emergenza incendi ha nuovamente avvolto il promontorio del Gargano, trasformando quella che doveva essere una tranquilla domenica di luglio in un'esperienza di paura e fuga per migliaia di persone. Il vasto rogo che ha interessato il territorio di Peschici, alimentato da raffiche di scirocco che hanno reso le operazioni di spegnimento estremamente difficili, ha costretto le autorità a mettere in atto un complesso dispositivo di soccorso che ha coinvolto sia i mezzi terrestri che le imbarcazioni della guardia costiera.
Le fiamme, propagandosi con una velocità allarmante, hanno raggiunto la fascia costiera, minacciando direttamente le strutture ricettive e le spiagge affollate di turisti, innescando così un piano di evacuazione che ha portato alla messa in sicurezza di oltre un migliaio di persone tra villeggianti e residenti.
La natura dolosa del rogo e le dichiarazioni del primo cittadino
Il sindaco di Peschici, nel corso della giornata, ha espresso con fermezza la convinzione che l'incendio non sia stato un tragico incidente, bensì un atto criminoso. «Roghi appiccati in più punti», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come la simultaneità dei focolai e le condizioni meteo, sebbene sfavorevoli, non possano giustificare un'origine accidentale.
Questa ipotesi dolosa trova riscontro anche nelle valutazioni del sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, che nel primo pomeriggio di domenica 26 luglio ha firmato un'ordinanza di attivazione del Centro Operativo Comunale, menzionando espressamente la "natura presumibilmente dolosa" dell'evento, considerato un pericolo concreto di propagazione verso il territorio del comune limitrofo. Le indagini sono ora concentrate sull'individuazione dei responsabili, con gli inquirenti che stanno setacciando le aree percorse dal fuoco alla ricerca di elementi utili a risalire a chi ha innescato le fiamme.
L'operazione di salvataggio via terra e via mare
La macchina dei soccorsi si è mobilitata immediatamente, con numerose squadre dei vigili del fuoco impegnate su più fronti per arginare un incendio di vegetazione che non dava tregua. La complessità dell'operazione è aumentata a causa della conformazione del territorio e della presenza di un alto numero di persone nelle località balneari.
Per garantire la sicurezza di tutti, è stato attivato un piano di evacuazione che ha visto l'utilizzo di traghetti e imbarcazioni della guardia costiera per allontanare i bagnanti dalle spiagge, mentre parallelamente i pullman comunali provvedevano a trasferire le persone verso zone più sicure.
La solidarietà tra i comuni del Gargano si è subito concretizzata: il comune di Vieste ha aperto le porte delle proprie strutture per ospitare i circa 400 sfollati, allestendo punti di prima accoglienza in due palestre scolastiche per garantire un riparo e un supporto immediato a chi è stato costretto ad abbandonare precipitosamente le proprie abitazioni o le camere d'albergo.
Il precedente del 2007 e il ritorno della paura
Il drammatico scenario che si è presentato agli occhi dei turisti e degli abitanti ha riaperto ferite mai completamente rimarginate, riportando alla mente il tragico rogo del 24 luglio 2007. Diciannove anni fa, un incendio di proporzioni devastanti distrusse migliaia di ettari di macchia mediterranea e boschi tra Peschici e Vieste, provocando la morte di tre persone e danni ingenti a strutture e attività commerciali.
In quella circostanza, come sta accadendo oggi, le operazioni di salvataggio si svolsero prevalentemente via mare, con i turisti messi in salvo dalle imbarcazioni in un clima di panico e disperazione. Il ricordo di quelle vittime e della furia distruttrice del fuoco rende l'emergenza attuale ancora più sentita dalla comunità locale, che assiste impotente alla distruzione del proprio patrimonio naturalistico e alla fuga dei villeggianti, sperando che stavolta il bilancio si fermi alla sola devastazione materiale.
Le perle pugliesi assediate dalle fiamme
Quella di domenica sul Gargano rappresenta l'ultimo, inquietante capitolo di un'estate che si sta rivelando particolarmente difficile per la Puglia sotto il profilo degli incendi boschivi. Solo due giorni prima, venerdì, era stato l'estremo sud della regione a fare i conti con le fiamme, con Gallipoli e la sua pineta a essere aggredite dal fuoco che aveva minacciato la celebre spiaggia di Rivabella.
La sequenza di questi eventi, che hanno interessato le due estremità opposte della regione, accende i riflettori sulla fragilità del territorio e sulla crescente frequenza di episodi che, come sottolineato dai sindaci, presentano spesso i caratteri della dolosità.
La paura e il panico tra i turisti sono stati palpabili, con le spiagge che si sono svuotate in pochi minuti, mentre le operazioni di spegnimento, portate avanti dai vigili del fuoco con il supporto dei mezzi aerei, continuano senza sosta nella speranza di riportare la situazione sotto controllo e scongiurare ulteriori danni alle incantevoli località del promontorio garganico.
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