L'aereo di Zelensky sfiorato da un drone in Moldavia, la tensione sale nei cieli europei
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Redazione Esteri
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L'aereo con a bordo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato quasi colpito da un drone durante la fase di decollo dalla Moldavia, con destinazione Oslo. A riferirlo, senza entrare in dettagli specifici sull'accaduto, è stato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, intervenuto ai microfoni dell'emittente pubblica NRK. "Questa è la realtà in cui vive", ha dichiarato il premier, commentando l'episodio che ha rimesso sotto i riflettori la vulnerabilità degli spazi aerei europei in un contesto di conflitto alle porte.
Le reazioni di Oslo e il contesto del viaggio
La rivelazione di Store giunge in un momento di fibrillazione diplomatica, mentre l'occidente cerca di mediare una tregua nel conflitto tra Mosca e Kiev. Le parole del capo del governo norvegese, per quanto scarne, hanno offerto un'istantanea dei rischi operativi che caratterizzano gli spostamenti del leader ucraino.
L'incidente, avvenuto nei cieli della Moldavia, paese confinante con l'Ucraina e tradizionalmente sensibile alle interferenze russe, ha immediatamente sollevato interrogativi sulla natura del velivolo non identificato, sebbene le autorità locali non abbiano ancora fornito chiarimenti ufficiali sulla sua provenienza o sul suo intento.
La smentita ucraina e il giallo della rotta
Nonostante la dichiarazione del premier norvegese, fonti vicine alla presidenza ucraina avrebbero in seguito smentito la ricostruzione dell'incidente, gettando un velo di ambiguità sull'effettiva dinamica dei fatti. Tuttavia, la segnalazione di Store, riportata dalla stampa internazionale, ha già acceso un dibattito sulla sicurezza dei corridoi aerei dedicati ai vertici istituzionali in piena zona di guerra.
La Moldavia, pur non essendo direttamente coinvolta nelle ostilità, ha subito in passato violazioni del proprio spazio aereo, incluso il ritrovamento di detriti di missili caduti sul suo territorio, e la presenza di un drone nelle vicinanze di un volo presidenziale rappresenta un episodio di portata inedita per la sua gravità potenziale.
Il rischio aereo e il quadro geopolitico
Il mancato incidente riportato da Oslo si inserisce in una settimana già segnata da intense attività diplomatiche per sbloccare la pace. Mentre il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, esprimeva apprezzamento per gli sforzi degli inviati americani a Mosca e Kiev, sperando in una ripresa dei negoziati, da Mosca sono arrivate parole dure.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citando ripetute dichiarazioni del presidente Vladimir Putin, ha avvertito l'Europa circa il rischio di un conflitto "completamente diverso e molto breve", qualora i discorsi occidentali nascondessero intenzioni offensive, definendo tali timori "sciocchezze" e "idiozie" in assenza di una visione statale.
La vicenda del drone, al netto delle smentite, ha messo in luce quanto la tensione permanga alta ben oltre le linee del fronte ucraino, coinvolgendo direttamente il cuore pulsante del continente. La sicurezza dei cieli, un tempo scontata per i voli di Stato, si è trasformata in una variabile critica, capace di influenzare la percezione del rischio persino per i vertici politici.
I dettagli tecnici dell'incidente restano avvolti nel riserbo, ma la sua eco politica continuerà a risuonare nelle cancellerie, dove la pianificazione degli spostamenti dovrà ora fare i conti con una minaccia aerea diffusa e di difficile attribuzione.
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