Suicidio assistito, in Toscana il primo caso dopo la legge: lo scrittore Daniele Pieroni ha scelto di morire
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Redazione Interno
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Daniele Pieroni, scrittore e giornalista di 64 anni residente a Chiusi, in provincia di Siena, è la prima persona ad aver usufruito del suicidio medicalmente assistito in Toscana dopo l’approvazione della legge regionale "Liberi Subito", entrata in vigore lo scorso febbraio. La notizia, diffusa dall’Associazione Luca Coscioni, riguarda la morte avvenuta il 17 maggio, avvenuta – come si legge nella dichiarazione – «in modo consapevole e sereno». Pieroni, affetto da Parkinson in fase avanzata e da disfagia, una condizione che gli impediva di deglutire autonomamente, aveva optato per la nutrizione artificiale tramite Peg, ma le sue condizioni, aggravate dalla progressione della malattia, lo avevano spinto a richiedere l’interruzione volontaria della vita.
La normativa toscana, ispirata alla proposta dell’Associazione Coscioni e basata sulla sentenza della Corte costituzionale "Cappato – Antoniani" del 2019, consente l’accesso al suicidio assistito in casi di sofferenza insopportabile causata da patologie irreversibili. Nonostante l’impugnazione presentata dal governo, la legge rimane operativa in attesa del giudizio definitivo della Consulta. «È la dimostrazione di quanto sia vano il tentativo di dichiararla incostituzionale», ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani, sottolineando come la Toscana abbia «colmato un vuoto normativo» che tuttavia, ha precisato, «non abbiamo la presunzione di riempire per sempre».




