Beirut, cratere lasciato dal bombardamento israeliano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Beirut, un enorme cratere testimonia la devastazione causata dal recente bombardamento israeliano, mirato a eliminare il capo di Hezbollah, Hasan Nasrallah. Le bombe anti-bunker, capaci di penetrare metri di cemento e generare onde d'urto che inghiottono tutto ciò che si trova nel loro raggio, sono state utilizzate dall'esercito israeliano durante il raid aereo su Beirut. Sebbene non ci sia stata una conferma ufficiale da parte delle forze armate di Tel Aviv, è probabile che molte delle 80 bombe sganciate dagli F15 fossero di tipo anti-bunker.

L'eliminazione di Nasrallah rappresenta un duro colpo per Hezbollah, che ora si trova a dover cercare un nuovo leader. Tra i possibili successori, spicca il nome di Hashem Safieddine, cugino di Nasrallah e figura di rilievo nel ramo politico dell'organizzazione. La somiglianza tra i due è sorprendente, sia fisicamente che per il ruolo che ricoprono all'interno di Hezbollah.

Nel corso dell'anno, l'esercito israeliano ha eliminato diversi leader di Hezbollah, tra cui Nabil Qaouk, Muhammad Ismail e Hussein Ismail. Solo questa settimana, oltre a Nasrallah, sono stati uccisi anche Muhammad Qabisi, Abbas Ibrahim Sharaf Ad-Din e Hussein Hany, Ali Karaki e Muhammed Hussein Srour. La decapitazione della leadership di Hezbollah rappresenta un tentativo di indebolire l'organizzazione sciita filo-iraniana, che ha subito perdite significative negli ultimi mesi.

L'uccisione di Nabil Qaouk, capo dell'unità di sicurezza preventiva di Hezbollah, è stata annunciata dalle forze israeliane come un ulteriore colpo all'organizzazione.

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