Niente proroga delle concessioni balneari fino al 2027, l’estate calabrese è a rischio: «La sentenza sarà impugnata»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caos regna sovrano tra i balneari italiani dopo la sentenza del Tar della Liguria, che ha smentito l’esistenza di un accordo scritto tra Italia e Unione Europea per il rinvio della normativa Bolkestein al 2027. Una decisione storica, che rischia di avere ripercussioni significative a soli quattro mesi dall’inizio della stagione estiva, mettendo in discussione non solo le concessioni demaniali ma anche la stabilità di un settore che da anni naviga in acque agitate.

La sentenza, emessa ieri, riguardava il ricorso presentato da tre stabilimenti balneari di Zoagli, in provincia di Genova, e ha smontato la versione fornita dal governo Meloni. A settembre 2023, l’esecutivo aveva infatti varato un decreto con cui si riteneva di aver risolto, almeno temporaneamente, la questione delle concessioni. Tuttavia, il Tar Liguria ha evidenziato l’assenza di un documento ufficiale che attesti l’intesa con Bruxelles, aprendo così un nuovo fronte di incertezza.

Non è la prima volta che il tema delle concessioni balneari finisce sotto i riflettori. Da oltre 15 anni, la questione viene dibattuta senza trovare una soluzione definitiva, con interventi giudiziari spesso contrastanti e otto governi che si sono succeduti senza riuscire a chiudere il capitolo. Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari (Sib), ha sottolineato come la sentenza ligure sia solo di primo grado e come i ricorrenti abbiano già annunciato l’intenzione di fare appello. «È sbagliato trasformare questa vicenda in una polemica politica», ha aggiunto, ricordando che la normativa attuale è stata concordata con la Commissione europea.

Intanto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è tornata a occuparsi del Comune di Borghetto Santo Spirito, notificandogli due atti nelle ultime ore. Con il primo, l’AGCM ha impugnato la sentenza del Tar Liguria che aveva dichiarato improcedibile il ricorso presentato contro una delibera della Giunta Canepa. Quest’ultima, adottata a dicembre 2023, aveva prorogato la validità delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2024, basandosi sulla normativa allora vigente. Una mossa che ha riacceso il dibattito sulla trasparenza e sulla legittimità delle procedure adottate dai comuni costieri.

La situazione, già complessa, rischia di diventare insostenibile per molti operatori del settore, che si trovano a dover affrontare non solo l’incertezza normativa ma anche la prospettiva di gare e rinnovi concessori in tempi strettissimi. La sentenza del Tar Liguria, sebbene non definitiva, rappresenta un ulteriore ostacolo in un percorso già costellato di intoppi, lasciando molti balneari in attesa di chiarimenti che potrebbero arrivare troppo tardi per pianificare la prossima stagione estiva.

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