Hjulmand e il mercato della Juve, tra occasioni mancate e scelte obbligate
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Redazione Sport
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Mentre il calcio moderno si affida sempre più a fogli di calcolo e algoritmi, capaci di trasformare ogni prospettiva in un insieme di dati, c’è chi resiste all’idea che il pallone possa essere ridotto a una semplice equazione. Pantaleo Corvino, da sempre legato a un approccio più istintivo, ha raccontato senza mezzi termini come la Juventus abbia lasciato sfuggire un’opportunità preziosa: Morten Hjulmand, oggi uno dei centrocampisti più ricercati d’Europa, poteva essere bianconero a un prezzo ben diverso.
Era il 29 ottobre 2022 quando, nel finale di Lecce-Juventus, il danese si fece notare con un potentissimo tiro dal limite che trovò il palo di Szczęsny. Quell’episodio, che per Allegri fu un sollievo, avrebbe potuto essere l’anticipo di un colpo di mercato. Invece, mentre il club torinese valutava altre opzioni, il Lecce ha rivenduto il giocatore allo Sporting Lisbona per una cifra che oggi, inevitabilmente, appare un affare.
Ora, con un centrocampo da ricostruire – tra l’incertezza su Douglas Luiz, arrivato in ritiro con quattro giorni di ritardo, e i negoziati bloccati con McKennie – la Juve si trova a dover cercare soluzioni in fretta. Locatelli e Thuram sono gli unici punti fermi, ma non bastano. E mentre Tuttosport dedica spazio alle parole di Corvino, che non nasconde un certo rammarico, la domanda sorge spontanea: quanti altri Hjulmand passeranno prima che la società decida di agire con tempismo?




