Primarie presidenziali negli Stati Uniti, un voto di protesta in vista
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Redazione Esteri
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Le primarie presidenziali degli Stati Uniti si svolgeranno domani, 19 marzo, in cinque stati: Arizona, Florida, Illinois, Kansas e Ohio. Nonostante sia il presidente in carica sia l'ex presidente abbiano già ottenuto le nomination per la Casa Bianca dei rispettivi partiti, l'attenzione è rivolta al voto di protesta e alle preferenze indirizzate verso altri candidati ritirati o minoritari. Questi potrebbero fornire indicazioni utili per capire l'orientamento dell'elettorato in vista del 5 novembre.
Le primarie in Arizona
L'Arizona, uno Swing State, potrebbe essere decisiva per le prossime elezioni presidenziali. Le primarie aperte potrebbero dare un'indicazione del clima politico e delle tendenze elettorali.
La sfida Biden-Trump
La sfida per le elezioni presidenziali del 2024 negli Stati Uniti vedrà di nuovo fronteggiarsi Joe Biden e Donald Trump. Durante una cena al Gridiron Club di Washington, Biden ha scherzato sulla sua età e su quella di Trump, sottolineando che ci sarà un candidato vecchio e mentalmente inadatto, ma non sarà lui. Biden, che ha recentemente superato il check up ordinario, compirà 82 anni il 20 novembre.
Le critiche di Trump
Donald Trump ha criticato la decisione del giudice della Georgia e ha accusato la procuratrice della Georgia, Fani Willis, di non poter restare al suo posto e di continuare "la sua caccia alle streghe contro di me". Trump ha sostenuto che Willis è corrotta e ha lavorato con la Casa Bianca di Joe Biden per orchestrare questa caccia alle streghe contro di lui. Ha inoltre messo in evidenza che Biden e i suoi alleati corrotti non si fermeranno di fronte a nulla per prevenire un suo ritorno alla Casa Bianca.




