Orsago, i due gemelli 14enni sequestrati e picchiati dal branco di minorenni nel campo di soia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pomeriggio di giovedì si è trasformato in un incubo di quattro ore per due fratelli gemelli di 14 anni, residenti nel Coneglianese, finiti nelle mani di un branco composto da dieci adolescenti, nove dei quali minorenni con un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, e da un ventenne, in un terreno agricolo isolato nei pressi di Orsago, in provincia di Treviso.

Secondo la ricostruzione dei fatti, emersa attraverso la denuncia presentata dalla famiglia ai carabinieri, i due ragazzi sarebbero stati attirati con un inganno nella zona per poi essere sequestrati, derubati del denaro e dei telefoni cellulari che avevano con sé, costretti a spogliarsi e sottoposti a ripetute violenze fisiche e umiliazioni.

La trappola nel campo di soia e il pretesto della "spia"

Il movente alla base dell’aggressione sarebbe riconducibile a un episodio di danneggiamento avvenuto nei giorni precedenti, quando alcuni membri del gruppo avevano imbrattato la facciata di una chiesa locale. Secondo quanto riferito, i due gemelli sarebbero stati ritenuti responsabili di aver riferito al sagrestano l’identità del colpevole del gesto, un'azione che nel vortice della violenza scatenatasi giovedì è stata etichettata dal branco come un atto da punire con quella che la madre dei due adolescenti ha descritto come una crudeltà inaudita.

Non si sarebbe trattato, insomma, di una semplice bravata, ma di un accanimento mirato, protrattosi nel corso di ore durante le quali i due ragazzi sono stati umiliati e colpiti più volte, mentre gli aggressori li minacciavano di ritorsioni e li irroravano con getti d'acqua.

Le dinamiche dell’aggressione e le minacce

Il sequestro si è consumato in un campo di soia nei pressi di Conegliano, una zona isolata che ha permesso agli aggressori di agire senza il timore di essere scoperti. Secondo le prime ricostruzioni, i due quattordicenni sono stati condotti con la forza in quel luogo, dove il gruppo ha dato inizio alle sevizie. Oltre alle percosse, ai calci e ai pugni, i ragazzi sono stati costretti a denudarsi completamente, subendo violenze psicologiche e fisiche.

Il clima di terrore è stato accentuato dalla presenza del maggiorenne, che in più occasioni avrebbe minacciato i due fratelli di inseguirli con la propria automobile se avessero tentato la fuga, vanificando qualsiasi speranza di scampo in quella che doveva essere una semplice uscita pomeridiana.

La denuncia e lo stato dei minori

A dare l’allarme è stata la madre dei due gemelli, che ha sporto denuncia alle forze dell’ordine, raccontando quanto accaduto ai propri figli. I carabinieri hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e identificare tutti i partecipanti all'aggressione, un gruppo composto da giovani che i due fratelli conoscevano e con i quali, fino a pochi giorni prima, condividevano momenti di svago al campetto della parrocchia.

Al momento, le autorità stanno lavorando per acquisire elementi utili a chiarire le responsabilità individuali di ciascun membro del branco, mentre i due adolescenti, sotto shock e con diverse escoriazioni, sono stati affidati alle cure dei genitori e assistiti da professionisti per superare il trauma subito. La vicenda, per la sua efferatezza e per la giovane età sia delle vittime che degli stessi aggressori, ha scosso profondamente la comunità locale, gettando una luce inquietante sulla deriva di violenza tra giovanissimi.

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