Israele occupa le alture del Golan

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Per la prima volta dal 1973, le truppe israeliane sono entrate nel territorio siriano, schierandosi sul versante del Golan sotto il controllo di Damasco. L'operazione, definita difensiva, ha visto i soldati israeliani avanzare fino a 14 chilometri dal confine, secondo quanto riportato da Canale 12. Equipaggiati con pesante abbigliamento invernale, i militari hanno attraversato montagne brulle spruzzate di neve, prendendo posizione strategica sul monte Hermon.

L'Arabia Saudita ha condannato fermamente l'avanzata israeliana, accusando Israele di sabotare le possibilità della Siria di riconquistare la sua integrità territoriale. Israele, dal canto suo, ha comunicato all'ONU che la zona cuscinetto creata è da considerarsi limitata e temporanea. Tuttavia, la presenza delle truppe israeliane sul Golan ha suscitato preoccupazioni tra i paesi vicini, con Egitto e Giordania che hanno chiesto l'immediato ritiro delle forze israeliane.

Nel frattempo, un atto d'accusa statunitense ha incriminato due ex funzionari siriani di alto livello per crimini di guerra. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso noto che gli ex funzionari dell'intelligence siriana sono accusati di aver partecipato a un'associazione a delinquere finalizzata al trattamento crudele e inumano di detenuti civili, tra cui cittadini statunitensi, durante la guerra civile siriana. L'atto d'accusa, reso pubblico nel Distretto settentrionale dell'Illinois, rappresenta un ulteriore sviluppo nelle inchieste sui crimini commessi durante il conflitto.

La situazione nel Golan rimane tesa, con le truppe israeliane che continuano a mantenere le loro posizioni strategiche, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi.

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