Ferrari, la line up della seconda settimana di test in Bahrain

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il circuito di Sakhir ospita da oggi il secondo e decisivo round di test collettivi per la stagione 2026 di Formula 1, tre giorni che rappresentano l'ultima occasione per i team di mettere a punto le monoposto prima del via del campionato, fissato per l'8 marzo in Australia. La Scuderia Ferrari, dopo aver impressionato nella prima sessione per il chilometraggio percorso, torna in pista con un programma chiaro e ambizioso, portando al debutto una serie di aggiornamenti significativi sulla SF-26 che non erano stati mostrati sette giorni fa. Se nella prima uscita ufficiale l'obiettivo principale era collezionare dati e verificare l'affidabilità di base, in questa seconda fase l'attenzione si sposta inevitabilmente anche sulla prestazione, seppur con la cautela del caso.

Leclerc apre le danze, Hamilton attende il suo turno

Per la prima giornata di prove, quella di mercoledì, la Ferrari ha optato per una line up che vede Charles Leclerc in pista per l'intera durata delle otto ore a disposizione -10. Il monegasco avrà quindi il compito di familiarizzare con le novità tecniche introdotte sulla vettura e di iniziare il lavoro di messa a punto. Nella giornata di giovedì, salvo cambiamenti dell'ultim'ora legati a necessità specifiche, sarà Lewis Hamilton a prendere il posto di Leclerc, completando così la consueta turnazione che permette a entrambi i piloti di accumulare esperienza al volante e fornire indicazioni preziose agli ingegneri -1. La decisione di affidare l'intera prima giornata a un solo pilota non è insolita in questa fase e consente di mantenere una certa continuità nel lavoro di sviluppo, specialmente quando, come in questo caso, si devono valutare componenti meccanici e aerodinamici inediti.

Un pacchetto di novità per la SF-26

La Ferrari si presenta a questo appuntamento con un pacchetto di modifiche sostanziali che non si limita a semplici ritocchi. La power unit 067/6, dopo aver accumulato oltre 4300 chilometri tra lo shakedown di Fiorano e le sessioni di Barcellona e Sakhir, è stata sostituita con un esemplare fresco, una mossa che permetterà di spingere al limite il motore senza preoccupazioni legate all'usura -9. Oltre al nuovo propulsore, gli ingegneri hanno lavorato a fondo sulla trasmissione: le sollecitazioni generate dalle nuove strategie di erogazione dell'energia ibride, in particolare in fase di accelerazione, hanno imposto delle modifiche al cambio per garantirne la resistenza e l'affidabilità anche nelle condizioni più gravose. Il dato confortante emerso dall'analisi dei primi test è che la prima specifica del motore ha percorso l'equivalente di 14 gran premi senza manifestare alcun problema di rilievo, a parte un piccolo inconveniente legato a un test di prelievo del carburante che ha fornito indicazioni utili per la gestione delle simulazioni gara future -9.

L'ala segreta dietro lo scarico

La vera sorpresa, tuttavia, è emersa proprio questa mattina quando Leclerc è uscito dai box. Sulla SF-26, in una posizione assolutamente inedita, è apparsa una piccola ala posizionata subito dopo l'uscita del tubo di scarico -3. Questo elemento aerodinamico, tenuto nascosto fino all'ultimo, ha immediatamente catturato l'attenzione degli osservatori e degli altri team, come dimostra la presenza di tecnici McLaren e Mercedes nel paddock intenti a osservare la soluzione italiana. La genialità dell'interpretazione risiede nella capacità di sfruttare una zona del regolamento tecnico solitamente considerata neutra. Le norme infatti consentono l'inserimento di dispositivi aerodinamici solo entro 60 millimetri dal centro delle ruote posteriori, una zona in cui normalmente lo scarico non si trova. Ferrari ha però ridisegnato la disposizione di cambio e differenziale, arretrando di fatto lo scarico e portandolo esattamente all'interno di quella finestra regolamentare -3.

Il funzionamento di questa piccola ala è strettamente legato alle nuove power unit ibride 2026. I motori a combustione interna, per mantenere carica la batteria, devono lavorare ad alti regimi anche in percorrenza di curva, generando un flusso di gas caldi pressoché costante dallo scarico. Questo flusso, investendo la nuova ala, genera carico aerodinamico supplementare sul retrotreno, migliorando la stabilità della vettura in quei tratti di pista, come le curve lente, dove tradizionalmente l'aerodinamica fatica di più -3. Si tratta di un vantaggio potenzialmente significativo, stimato in alcuni decimi di secondo al giro, e che risulta di difficile replica per la concorrenza, la quale per copiarlo dovrebbe stravolgere l'architettura posteriore delle proprie monoposto.

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