La lunga tavola dei vincitori di MasterChef Italia, tra fornelli, televisione e nuove professioni
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Redazione Interno
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La recente affermazione di Teo Canzi, proclamato vincitore della quindicesima edizione nella finale andata in onda giovedì 5 marzo, ha riportato d’attualità una domanda che il pubblico affezionato del cooking show di Sky si pone puntualmente al termine di ogni stagione. Che fine fanno, una volta spenti i riflettori e archiviata la scia di articoli e interviste, coloro i quali hanno conquistato l’ambito Titolo? Una ricognizione sui percorsi intrapresi dai campioni delle passate edizioni disegna un quadro composito e per certi versi sorprendente, dove la cucina professionale rappresenta solo una delle possibili direzioni.
Per alcuni, come Valerio Braschi, il più giovane vincitore nella storia del programma (sesta edizione), la strada è stata quella di una crescita continua all’interno del mondo della ristorazione. Dopo anni di gavetta e sperimentazione, il suo nome è oggi saldamente associato a The View Milano, dove firma la proposta gastronomica del ristorante. Un percorso più lineare, almeno inizialmente, era sembrato quello di Valeria Raciti, trionfatrice dell’ottava edizione e poi head chef del ristorante Zash in Sicilia, anche se la sua attività si è successivamente diversificata tra eventi e promozione del territorio.
Accanto a chi ha scelto la dimensione più classica della brigata di cucina, si colloca una schiera di ex concorrenti che ha saputo trasformare la visibilità televisiva in una piattaforma mediatica. Francesco Aquila, vincitore della decima edizione, è forse l’esempio più lampante: la sua presenza costante su Food Network, tra programmi e conduzioni, lo ha reso un volto familiare per gli appassionati, affiancando all’attività televisiva pubblicazioni e collaborazioni con brand del settore. Anche Tracy Eboigbodin, che aveva convinto i giudici nell’undicesima edizione con la sua cucina fusion tra tradizione italiana e influenze africane, ha costruito un percorso pubblico fatto di eventi, showcooking e un libro, Soul Kitchen, senza però legarsi a un ristorante fisso.
C’è poi la variegata categoria di chi ha utilizzato l’esperienza come trampolino per iniziative imprenditoriali o artistiche di diverso respiro. Edoardo Franco, vincitore della dodicesima edizione, ha cavalcato l’onda della popolarità partecipando anche a programmi come L'Isola dei Famosi nel 2024, per poi tornare a concentrarsi sulla formazione e sulla creazione di contenuti digitali. Anna Zhang, trionfatrice appena un anno fa nella quattordicesima edizione, ha invece rifiutato le offerte dei ristoranti stellati per inseguire un sogno diverso: la comunicazione. La 32enne milanese di origini cinesi ha pubblicato il libro Pentole e zodiaco. Il mio gioco da tavola e, dopo un periodo di formazione all'ALMA, ha iniziato un tirocinio al ristorante Venissa di Burano, con l'obiettivo dichiarato di approdare un giorno alla conduzione di un programma televisivo divulgativo tutto suo. -4 -7
Dalla finanza ai fornelli, e ritorno: storie di cambiamento e continuità
La storia del vincitore più recente, Teo Canzi, sembra inscriversi nel solco di chi ha una chiara visione del proprio futuro professionale. Il 24enne brianzolo, con una laurea in Economia e un passato nel mondo della finanza tra Milano e Londra, ha dichiarato di voler iniziare il suo percorso partendo dalla gavetta, magari in cucine con servizi da centinaia di coperti, per imparare il mestiere dal basso. Il premio di 100mila euro in gettoni d’oro, ha spiegato forte della sua formazione, non verrà speso ma fatto fruttare, mentre il vero tesoro per lui sarà il corso di alta formazione all'ALMA. -5 -10
Tra cucina e passioni: percorsi atipici e nuove sfide
Un discorso a parte merita il primo vincitore in assoluto del format, Spyros Theodoridis. Dopo l’esperienza del 2011, ha aperto un ristorante a Scandiano, il 1495 Restaurant, per poi lasciarne la gestione e intraprendere una carriera eclettica che lo ha visto diventare executive chef per l'Hospitality Pirelli durante il campionato di Formula 1, autore di libri come Cuoco per emozione, conduttore televisivo su Rete 4 e, più recentemente, organizzatore di eventi gastronomici e personal chef su barche private. -4 Un percorso, il suo, che testimonia come la vittoria possa aprire porte inaspettate, anche lontane dai circuiti tradizionali della ristorazione.
Non va infine dimenticato chi ha scelto di non fare della cucina l’unico centro della propria esistenza professionale. Federico Francesco Ferrero, il "dottorino" vincitore della terza edizione, ha continuato la sua professione di medico nutrizionista, affiancandola alla divulgazione e alla critica gastronomica, diventando una voce autorevole nel dibattito sul cibo. Allo stesso modo, Tiziana Stefanelli, trionfatrice della seconda edizione, dopo un’esperienza con un ristorante a Roma, ha vissuto a Singapore dividendosi tra la promozione della cucina italiana e la sua attività originaria in ambito giuridico. Percorsi che dimostrano come MasterChef, più che una fabbrica di chef, si sia rivelato un potente acceleratore di possibilità, capaci di adattarsi alle aspirazioni e alle storie personali di ciascuno. -9




