Crisi umanitaria a Gaza: l'Oms avverte che mancano 24 ore alla catastrofe
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Redazione Esteri
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Nonostante gli annunci, il valico di Rafah che collega la Striscia di Gaza all’Egitto è rimasto chiuso. Le forniture di acqua potabile alla popolazione non sono riprese. Almeno 600mila palestinesi hanno lasciato le proprie case nel nord della Striscia e a Gaza City. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), acqua, medicine e carburante stanno per finire: “Tra 24 ore è la catastrofe”.
L’Oms non ha usato mezzi termini: nella Striscia di Gaza manca tutto, dall’acqua al cibo, dai medicinali alla benzina. Israele e Hamas sostengono di aver acconsentito al passaggio di aiuti e palestinesi con doppia nazionalità, ma la tregua non c’è. Palestinesi, alcuni con doppia nazionalità, sono in attesa che venga aperto il valico di Rafah per entrare in Egitto.
All’undicesimo giorno di assedio (oggi) gli ospedali palestinesi nella Striscia di Gaza finiranno il carburante per i generatori. Un ospedale senza elettricità perde la scorta di sangue e medicinali salvavita, vede spegnersi i respiratori di chi è in coma, chiude le sale operatorie, le incubatrici diventano inutilizzabili, le pompe d’acqua o i desalinizzatori smettono di funzionare.
Il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto ha un ruolo chiave. Punto cruciale di passaggio per uscire dalla Striscia di Gaza verso l'Egitto, sin dalla sua creazione, nel 1979, è stato al centro di diverse crisi.




