Crisi umanitaria a Gaza: valico di Rafah chiuso, Oms avverte di una catastrofe imminente
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Redazione Esteri
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Nonostante gli annunci, il valico di Rafah che collega la Striscia di Gaza all’Egitto è rimasto chiuso. Le forniture di acqua potabile alla popolazione non sono riprese e almeno 600mila palestinesi hanno lasciato le proprie case nel nord della Striscia e a Gaza City. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che acqua, medicine e carburante stanno per finire: “Tra 24 ore è la catastrofe”.
L’Oms non ha usato mezzi termini: nella Striscia di Gaza manca tutto, dall’acqua al cibo, dai medicinali alla benzina. Il regime del Cairo teme che un possibile afflusso di centinaia di migliaia di rifugiati diventi - come già accaduto in altri Paesi arabi a partire dal 1948 - un processo irreversibile. L'Egitto ha rinforzato con blocchi di cemento il valico di Rafah che lo separa da Gaza. Verso quella frontiera arrivano da giorni decine di migliaia di sfollati.
In seguito al brutale attacco terroristico del gruppo palestinese Hamas sul sud di Israele, che ha ucciso 1.300 persone, l’aviazione israeliana bombarda senza sosta il piccolo territorio costiero, in cui vivono 2,3 milioni di palestinesi. I raid sul nord di Gaza si sono intensificati, ieri. L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito compound militari di Hamas, siti di lancio di missili e di assemblaggio di armi, oltre che alcuni tunnel usati dai miliziani per spostarsi.




