Crisi umanitaria a Gaza: il G7 esprime preoccupazione per un possibile attacco a Rafah
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Redazione Esteri
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L'esercito israeliano continua a operare nella città di Khan Younis, situata al centro della Striscia di Gaza, con l'obiettivo di smantellare le strutture e la presenza di Hamas. Durante queste operazioni, sono stati arrestati circa 100 terroristi nell'ospedale locale.
Operazioni militari a Khan Younis
Il ministro Gallant ha dichiarato che Rafah rappresenta il prossimo centro di gravità di Hamas. Questa dichiarazione ha suscitato preoccupazioni in quanto Rafah è attualmente rifugio per 1,5 milioni di civili. Le istituzioni internazionali, tra cui l'Onu e la Croce Rossa Internazionale, hanno espresso allarme per l'intenzione annunciata da Israele di "evacuare", o meglio, trasferire forzatamente, la gran parte della popolazione di Gaza fuori dalla Striscia.
Reazioni internazionali
Le reazioni contrarie non si sono fatte attendere, anche da parte di esponenti di Governi che fino ad ora hanno prestato un supporto sostanzialmente incondizionato a Israele. Il G7 ha avvertito che ci saranno "conseguenze devastanti" se Israele dovesse attaccare Rafah.
Il ruolo del G7
I ministri degli Esteri del G7 hanno chiesto un'azione urgente per affrontare la catastrofica crisi umanitaria a Gaza. Hanno espresso profonda preoccupazione per le conseguenze potenzialmente devastanti sulla popolazione civile di un'ulteriore operazione militare su vasta scala da parte di Israele in quella zona. La situazione è particolarmente difficile per i 1,5 milioni di civili che si rifugiano a Rafah.




