Ferrari Purosangue, il pacchetto Handling Speciale la rende ancora più estrema
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La Ferrari Purosangue, com’è noto a chi segue con attenzione le evoluzioni del segmento delle sportive a ruote alte, ha rappresentato fin dal suo debutto una vera e propria rivoluzione per il marchio di Maranello. Non si trattava soltanto del primo SUV della storia della casa, bensì della prima vettura di serie capace di offrire quattro porte e quattro veri posti a sedere. Ora, a distanza di tempo dal lancio, la compagine diretta da John Elkann ha deciso di alzare ulteriormente il tiro: nasce così la versione con pacchetto Handling Speciale, una configurazione – già ordinabile su richiesta – che promette di estremizzare il carattere sportivo senza intaccare quella versatilità quotidiana che ha reso celebre il modello originale.
Un V12 aspirato che non tradisce la sua natura
Alla base di questa evoluzione c’è ancora il possente motore V12 aspirato, lo stesso che ha entusiasmato critica e appassionati fin dai primi test su strada. La meccanica, insomma, non cambia nella sua architettura fondamentale: lo schema transaxle, con cambio collocato al posteriore, resta il punto fermo di una filosofia progettuale che cerca di conciliare prestazioni da supercar e utilizzo quotidiano. Ciò che muta, piuttosto, è il modo in cui la vettura risponde alle sollecitazioni del conducente quando questi decide di spingersi oltre i limiti dell’ordinario. Il nuovo pacchetto, sviluppato specificamente per affinare la dinamica di guida, agisce su più fronti – dalle sospensioni alla taratura dell’elettronica – per regalare maggiore precisione e prontezza di sterzo. Ne viene fuori un’auto più “chirurgica”, se così si può dire, capace di assecondare ogni intenzione del pilota con una reattività che rasenta l’istintività.
La strategia dietro la nuova configurazione
Non è un caso che Ferrari abbia scelto di lanciare questa variante proprio ora. La Purosangue, lo ricordiamo, riveste un’importanza strategica senza precedenti: non solo apre le porte a un segmento inedito per la casa di Maranello, ma rappresenta anche il tentativo – riuscito – di mantenere inalterata l’identità del marchio pur ampliandone il raggio d’azione. Con l’Handling Speciale, gli ingegneri hanno voluto spostare l’asticella ancora più in alto, offrendo a chi guida un livello di coinvolgimento superiore. Le prime consegne sono attese nei prossimi mesi – le ordinazioni sono già aperte – e non sono state ancora diffuse cifre precise riguardo ai volumi produttivi. Quel che è certo, stando alle informazioni ufficiali, è che la versatilità tipica del modello non viene sacrificata sull’altare della performance: i quattro posti restano fruibili come prima, e lo spazio a bordo non subisce compromissioni.
Una lama affilata senza rinunce
Si potrebbe dire, azzardando una metafora, che la Purosangue Handling Speciale affila la propria lama senza però spezzarla. La ricerca della precisione assoluta – ottenuta attraverso modifiche mirate alla geometria delle sospensioni e alla mappatura dei controlli – convive con la capacità di affrontare il traffico cittadino o un viaggio lungo in autostrada. E questo è forse l’aspetto più notevole della nuova configurazione: non c’è un compromesso sbilanciato verso la pista, ma un affinamento che esalta le qualità intrinseche di un’auto già di per sé eccellente. I tecnici di Maranello hanno lavorato per cesellare ogni risposta, dalla sterzata alla trazione, senza mai dimenticare che chi acquista una Purosangue chiede anche comfort e abitabilità. Il risultato è un’auto che, pur diventando più “cattiva” quando la strada si fa interessante, non dimentica mai la propria natura di granturismo a ruote alte.
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