La Vanoli dice addio a Cremona, il titolo vola a Roma. Petrucci: “I sogni diventano realtà”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Ci sono addii che non fanno rumore, e poi ce ne sono altri – come una sirena nella notte, improvvisi ma inevitabili – che lasciano dietro di sé il silenzio di un palazzetto vuoto e il peso di una storia capace di cambiare una città intera. La Vanoli, infatti, lascia Cremona, la provincia che l’aveva vista nascere e crescere, per trasferirsi a Roma. Un passaggio, quest’ultimo, che non è soltanto geografico ma che assume i contorni di un vero e proprio terremoto nel panorama della pallacanestro italiana, con la società cremonese che affida a un messaggio carico di commozione il proprio saluto: «A Cremona, ai tifosi, alle istituzioni, a tutte le persone e a tutte le aziende che hanno fatto parte di questo percorso va il mio grazie più sincero e profondo», parole che ne rivelano l’attaccamento a una realtà della quale si sono persi i pezzi, senza però mai scadere nel vittimismo o nella retorica di circostanza.

Roma basket, Bianchini e il progetto di ritorno in Serie A

Nel nuovo scenario che si va delineando, è il nome di Valerio Bianchini a fare da contrappunto storico e culturale. Lo storico allenatore, simbolo indiscusso della grande pallacanestro capitolina, ha commentato sulle pagine de “Il Messaggero” il ritorno di una squadra romana in Serie A definendolo un passaggio importante per tutto il movimento. «Riportare una squadra di vertice a Roma è un fatto di grande utilità – spiega Bianchini – perché vuol dire avere un punto di riferimento per tutti, sarebbe importantissimo per il basket italiano». E nel farlo, l’ex tecnico evidenzia il valore del progetto legato al gruppo guidato da Donnie Nelson, quel legame tra passato e futuro che proprio nella Capitale potrebbe trovare la sua sintesi più alta. Nelson, del resto, ha già messo in moto la macchina organizzativa, con Rimantas Kaukenas – suo braccio operativo – avvistato negli ultimi giorni in città per prendere contatti con l’ente gestore del PalaEur, inizialmente indicato come possibile casa della nuova squadra. Un’offerta, però, quella di Paul Matiasic, che avrebbe cambiato lo scenario, mentre Nelson dovrebbe chiarire l’intero progetto entro pochi giorni.

La provincia di Cremona: il titolo a Roma e la gioia di Petrucci

“La Provincia di Cremona” titola senza mezzi termini: «Il titolo va a Roma, la gioia di Petrucci “A volte i sogni possono diventare realtà”». E proprio in queste parole, rilasciate al “Corriere dello Sport”, si riconosce la firma del presidente della Fip Gianni Petrucci, il quale ha commentato il ritorno di Roma nella massima serie dopo il via libera del Consiglio Federale al trasferimento del titolo della Vanoli Cremona nella Capitale. Una dichiarazione, quella di Petrucci, che non cela l’entusiasmo per un’operazione – quella del trasferimento – resa possibile dai binari normativi federali, e che restituisce l’idea di un sogno collettivo che prende forma al di là delle singole appartenenze territoriali. Sul versante tecnico, invece, restano ancora da sciogliere alcuni nodi centrali. Tra questi la scelta del coach: Ettore Messina, stando a quanto ricostruito, non sarebbe stato contattato «ma sarebbe felice di allenare a Roma», mentre Luca Banchi avrebbe deciso di declinare le offerte dei club per concentrarsi sulla Nazionale.

Le mosse di Donnie Nelson e il futuro del PalaEur

Al di là delle dichiarazioni ufficiali e delle prime mosse di mercato, quel che emerge con chiarezza è la volontà del gruppo Nelson di costruire un progetto ambizioso, che guarda all’EuroCup come orizzonte naturale. Il Messaggero, del resto, ha segnalato come gli ultimi giorni siano stati densi di contatti riservati: l’avvistamento di Kaukenas non è un dettaglio marginale, ma rappresenta la conferma che la transizione è già entrata nella sua fase operativa. Il nodo del PalaEur, tuttavia, resta aperto, complici le diverse offerte pervenute alla gestione dell’impianto. Nelson è atteso a una serie di annunci – i tempi sarebbero strettissimi – per chiarire definitivamente l’architettura societaria e tecnica. Una scelta che peserà non poco sulle ambizioni della nuova Roma basket, chiamata a ripartire da una tradizione gloriosa senza per questo potersi appoggiare solo ai ricordi. Per Cremona, invece, resta l’eco di un ringraziamento sincero e profondo, mentre il silenzio del palazzetto che fu di Vanoli diventa già storia.

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