Zelensky riorganizza il vertice energetico, mentre l'inchiesta "Midas" scuote Kiev
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Redazione Esteri
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Mentre si trova in visita in Grecia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avviato una profonda riorganizzazione ai vertici delle società statali, un intervento reso urgente dal recente scandalo di corruzione che ha investito il settore energetico del Paese. La decisione, annunciata attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, giunge dopo ore di forte pressione politica e giudiziaria, segnando una risposta immediata alle rivelazioni dell'inchiesta "Midas", la quale continua a imperversare sul governo di Kiev rivelando un sistema di tangenti che mina la credibilità delle istituzioni.
Le misure anticorruzione per il settore energetico
«Questa mattina abbiamo già tenuto una riunione online con il primo ministro dell'Ucraina, Yuliia Svyrydenko, sulle ulteriori decisioni volte a ripulire e rilanciare la gestione del settore energetico e delle istituzioni a esso correlate», ha dichiarato Zelensky, il quale, nonostante la distanza, ha dunque coordinato l'avvio di un vasto riassetto. Il presidente ha specificatamente incaricato il Consiglio dei ministri di presentare al parlamento ucraino, la Verkhovna Rada, un progetto di legge urgente finalizzato al rinnovo della composizione della Commissione nazionale per la regolamentazione dell’energia e dei servizi pubblici, un organismo chiave la cui integrità è stata messa in discussione.
L'ampio raggio della riforma istituzionale
Le misure, che si preannunciano articolate, non si limitano alla sola Commissione energetica ma si estendono anche all’Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare e a quello per la supervisione energetica, due enti di controllo fondamentali in un Paese il cui sistema produttivo, già provato dal conflitto, non può permettersi ulteriori fragilità. La corruzione, che storicamente permea il sistema statale, rappresenta infatti una minaccia non solo per la stabilità interna ma anche per la fiducia che i partner occidentali, i quali forniscono un sostegno militare ed economico vitale, ripongono nelle autorità di Kiev.
La sfida tra guerra e integrità delle istituzioni
Lo scandalo, emerso con forza nelle ultime settimane, costringe dunque Zelensky a un delicato esercizio di equilibrio, combattendo su due fronti distinti ma ugualmente pericolosi: da un lato la guerra aperta con la Russia, dall'altro la battaglia per l'integrità delle istituzioni nazionali. L’azione decisa sul versante energetico, uno dei settori più sensibili e strategici, viene interpretata come un tentativo di dimostrare, sia all'opinione pubblica interna che agli alleati, la volontà di tagliare alla radice quelle pratiche illecite che rischiano di erodere la coesione nazionale in un momento di estrema difficoltà.




