Giacarta, la città che affonda, è diventata la più popolosa del mondo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le mappe che disegnano la geografia umana del pianeta, quelle che per decenni hanno indicato Tokyo come l’apice indiscusso delle megalopoli, sono state riscritte. A certificare questo mutamento epocale, un vero e proprio spostamento dell’asse demografico globale, è il rapporto “World Urbanization Prospects” delle Nazioni Unite, il quale assegna ora il primato a Giacarta. La capitale dell’Indonesia, un agglomerato urbano noto per la sua drammatica lotta contro un progressivo abbassamento del suolo, accoglie al suo interno, tra confini amministrativi e sobborghi tentacolari, una massa di 42 milioni di persone. Un dato che, se da un lato sancisce un sorpasso storico su Tokyo – la quale, con i suoi circa 33 milioni di residenti, scivola in terza posizione – dall’altro impone una riflessione sulla natura di questa crescita. Dacca, in Bangladesh, si colloca saldamente al secondo posto con 37 milioni di abitanti, delineando un quadro in cui le grandi concentrazioni urbane si vanno sempre più addensando nel sud-est asiatico.

Un primato che racconta due storie

La ascesa di Giacarta, che pure rappresenta un potente motore economico per l’intera regione, non può essere disgiunta dalla sua peculiare e critica condizione geomorfologica. La città, infatti, sprofonda in media di diversi centimetri all’anno, un fenomeno accelerato dal prelievo indiscriminato delle acque dalle falde sotterranee e dal peso stesso degli sviluppi urbanistici. Questo lento inabissamento, che la rende particolarmente vulnerabile alle inondazioni provocate dalle maree, costituisce il contraltare inquietante del suo boom demografico. Mentre i grattacieli sorgono e le infrastrutture si espandono per sostenere una popolazione in costante aumento, il terreno su cui poggiano cede, in un paradosso che gli urbanisti e il governo indonesiano si trovano ad affrontare con crescente urgenza.

La mappa delle megalopoli in continua evoluzione

Il rapporto delle Nazioni Unite, basato sulla metodologia armonizzata del “Degree of Urbanization”, non fotografa soltanto un cambiamento al vertice della classifica, ma rivela la velocità impressionante con cui il pianeta si sta urbanizzando. In mezzo secolo, il numero delle cosiddette megalopoli – definite come aree urbane con più di dieci milioni di abitanti – è quadruplicato, passando dalle otto del 1975 alle attuali trentatré. Una trasformazione che ha visto emergere con forza nuovi protagonisti, molti dei quali localizzati in economie in rapido sviluppo, mentre le città dei Paesi tradizionalmente industrializzati mostrano dinamiche di crescita differenti, quando non un declino demografico.

Le sfide di una crescita senza precedenti

Il nuovo status di Giacarta, se da un lato ne celebra la centralità economica e culturale, dall’altro accentua i nodi irrisolti che ne minano la sostenibilità a lungo termine. La pressione sulle risorse idriche, la congestione del traffico, la gestione dei rifiuti e, non ultima, la minaccia costante delle acque sono solo alcune delle sfide che l’amministrazione deve affrontare. La stessa decisione di spostare la capitale politica in una nuova città nel Borneo, un progetto ambizioso e dibattuto, è stata motivata proprio dalla necessità di alleggerire il carico su Giacarta, tentando di preservare quella che rimane, nonostante tutto, il cuore pulsante dell’Indonesia.

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