Leonardi cede una fetta di Avio, la Consob dà il via libera all'aumento di capitale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Leonardo, principale azionista di Avio con una quota che superava il ventotto per cento, ha portato a compimento la cessione di una partecipazione di minoranza, pari al 9,4% del capitale sociale, corrispondente a circa due milioni e seicentomila azioni. L'operazione, condotta attraverso una procedura di accelerated bookbuilding che ne ha sancito la riuscita, è stata fissata a un prezzo di trentasette euro e cinquanta centesimi per ciascun titolo, un valore che si è posizionato in uno sconto significativo rispetto alle quotazioni di mercato. A seguito di questa dismissione, la partecipazione detenuta da Leonardo in Avio, l'azienda leader nella propulsione spaziale che realizza il lanciatore Vega, si è così ridotta fino a toccare una percentuale vicina al diciannove per cento. Il regolamento dell'intera transazione, i cui dettagli sono stati resi noti, avverrà attraverso la consegna dei titoli e il versamento del corrispettivo pattuito.

L'aumento di capitale e il via libera dell'organo di controllo

Parallelamente alla manovra di disinvestimento, Avio ha comunicato di aver ottenuto dalla Consob l'autorizzazione necessaria alla pubblicazione del prospetto informativo relativo all'aumento di capitale, deliberato in precedenza, il cui ammontare massimo complessivo è stato fissato in quattrocento milioni di euro. L'operazione, che si inserisce in un percorso di rafforzamento patrimoniale dell'azienda, avrà formalmente inizio il tre novembre 2025 e si concluderà il diciassette dicembre dello stesso anno. I diritti di opzione, che ne costituiscono il meccanismo fondamentale, saranno invece negoziati in Borsa fino all'undici novembre. Coloro i quali non eserciteranno tali diritti entro la scadenza del periodo stabilito, vedranno i propri titoli residuali offerti sul mercato aperto per almeno due giornate di borsa nel corso del mese successivo alla chiusura dell'offerta stessa.

Le implicazioni finanziarie e la reazione del listino

La decisione di Leonardo di alleggerire la propria posizione in Avio è strettamente connessa al finanziamento della propria quota pro-capite nell'ambito del suddetto aumento di capitale, un impegno che per il gruppo della difesa e aerospazio, guidato da Roberto Cingolani, ammonterebbe a circa settantasette milioni di euro. Questa mossa, sebbene strategicamente finalizzata a sostenere la crescita di Avio senza un esborso diretto di cassa, non è stata tuttavia accolta con favore dal mercato finanziario. L'annuncio del collocamento, avvenuto a un prezzo scontato, ha infatti generato un'immediata pressione vendite sul titolo Avio, il quale ha registrato un marcato calo in chiusura di seduta, riflettendo la percezione degli investitori riguardo alla diluizione della partecipazione di un azionista di riferimento e alle condizioni dell'offerta.

Il contesto industriale e le prospettive operative

Nonostante le fluttuazioni di breve periodo in Borsa, il comparto dell'industria spaziale continua a rappresentare un settore strategico, nel quale Avio mantiene un ruolo di primo piano con il suo vettore Vega. L'azienda, che opera in un mercato globale caratterizzato da forti investimenti e da una crescente competizione, si appresta a gestire le risorse derivanti dall'aumento di capitale per consolidare la propria posizione tecnologica e industriale. L'operazione finanziaria, nel suo complesso, delinea un riassetto della proprietà che, pur ridimensionando il peso di Leonardo, fornisce ad Avio nuovi mezzi per proseguire il proprio sviluppo in un ambito ad alta intensità di ricerca e di innovazione, dove la propulsione spaziale costituisce un elemento cardine per l'accesso allo spazio e per le missioni future.

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