Leonardo alleggerisce la sua quota in Avio con un collocamento da 97,5 milioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il gruppo Leonardo, principale azionista di Avio con una quota superiore al ventotto per cento, ha deciso di ridurre il proprio impegno nella società di Colleferro, specializzata nella propulsione spaziale e nota per la realizzazione del lanciatore Vega, cedendo attraverso una procedura di accelerated bookbuilding una consistente fetta della sua partecipazione. L'operazione, che si è concretizzata nella vendita di circa due milioni e seicentomila azioni, corrispondenti al nove virgola quattro per cento del capitale, è stata fissata a un prezzo di trentasette euro e cinquanta centesimi per ciascun titolo, un livello che riflette uno sconto significativo rispetto alle quotazioni di mercato. Con questa mossa, il colosso dell'aerospazio e della difesa, guidato da Roberto Cingolani, ha quindi generato un gettito complessivo di circa novantasette milioni e mezzo di euro, risorse che, come è stato precisato, verranno impiegate per coprire integralmente la propria parte nell'aumento di capitale di Avio, da quattrocento milioni di euro, al quale ha comunque intenzione di aderire.
Una partecipazione che si ridimensiona ma rimane strategica
A seguito del collocamento, la quota di Leonardo in Avio scende così da quel ventotto virgola settantacinque per cento che ne sanciva il controllo a un più contenuto diciannove per cento, una percentuale che, seppur ridotta, mantiene comunque il gruppo in posizione di primo azionista della compagnia. Questo riassetto della proprietà, il quale si inserisce in un contesto di ridefinizione delle strategie di investimento, non intacca dunque il legame tra i due attori, lasciando intravedere una volontà di preservare un'alleanza considerata ancora fondamentale nel panorama spaziale europeo. L'adesione all'aumento di capitale, d'altronde, rappresenta un segnale chiaro di un supporto che permane, sebbene in una forma diversa e con un peso specifico minore all'interno dell'assetto societario.
Le finalità dell'aumento di capitale di Avio
L'ingente operazione finanziaria da quattrocento milioni di euro lanciata da Avio, alla quale Leonardo partecipa nonostante il parziale disimpegno, è stata ufficialmente motivata dalla necessità di sostenere un ambizioso progetto di espansione internazionale, con un focus particolare sul mercato statunitense. L'azienda, che vanta una leadership indiscussa nel settore dei motori a propellente solido, ha infatti delineato un piano che include, tra le varie voci, la progettazione, la costruzione e la successiva gestione di un nuovo stabilimento produttivo sul suolo americano, dedicato proprio alla fabbricazione di propulsori e dei loro componenti. Parallelamente, una parte delle risorse sarà destinata a consolidare ulteriormente il ruolo dell'azienda sia nell'ambito del programma spaziale europeo che in quello della Difesa, due settori in piena evoluzione che richiedono investimenti costanti e mirati.
Le reazioni del mercato e il contesto futuro
L'annuncio del collocamento, avvenuto a un prezzo scontato rispetto al valore di borsa, non è passato inosservato agli occhi degli investitori, i quali hanno reagito con una nuova flessione del titolo Avio, che ha registrato un calo di quasi sette punti percentuali. Tale dinamica, se da un lato riflette una momentanea pressione vendita, dall'altro non sembra offuscare le prospettive di medio periodo per l'azienda, la quale, come riportato da alcune voci di mercato, potrebbe essere prossima alla sottoscrizione di un importante contratto con la Danimarca. Questo potenziale nuovo accordo, di entità considerevole, andrebbe a compensare gli effetti della diluizione azionaria e a rafforzare il profilo industriale di Avio, confermandone la solidità tecnologica e la competitività su scala globale.




