Golden power su Mps, nuove richieste di chiarimenti a Giorgetti sull’Opas di Intesa
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Redazione Economia
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Il golden power applicato all’operazione tra Intesa e Mps torna al centro del confronto politico con una nuova richiesta di chiarimenti rivolta al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’europarlamentare Tinagli sollecita una spiegazione immediata dopo le dichiarazioni rese in Senato sul possibile utilizzo dei poteri speciali del Governo nell’Opas lanciata da Intesa su Monte dei Paschi di Siena. Le parole del ministro hanno riacceso il dibattito sul ruolo dell’esecutivo in una delle operazioni più rilevanti del risiko bancario, alimentando interrogativi sulla posizione che dovrebbe mantenere durante il processo.
Il dibattito sul ruolo del Governo nel risiko bancario
L’ipotesi di un ricorso al golden power è stata interpretata da diversi osservatori come una possibile discesa in campo dell’arbitro a favore di una delle parti coinvolte. La vicepresidente della Commissione banche, Cristina Tajani, ha sostenuto che il comportamento del ministro dell’Economia appaia più vicino a quello di un “giocatore” che a quello di un “arbitro”, evidenziando così le perplessità sorte dopo l’intervento parlamentare. Anche il dibattito pubblico continua a concentrarsi sulla distanza tra l’annunciata neutralità del Governo e il riferimento a possibili prescrizioni nell’ambito dell’Opas di Intesa su Mps.
Le ultime dichiarazioni di Giorgetti hanno infatti riaperto la discussione sul ruolo dell’esecutivo nel consolidamento del settore bancario. Da una parte viene ribadita la volontà di mantenere una posizione neutrale rispetto alle operazioni in corso, dall’altra il richiamo a eventuali condizioni da imporre attraverso il golden power alimenta dubbi sulla reale impostazione del Governo. Da qui la richiesta di chiarimenti avanzata affinché venga definita con precisione la linea che sarà seguita nelle prossime fasi dell’operazione.
Il consiglio di amministrazione di Mps e le preoccupazioni sul futuro di Siena
Nel frattempo l’attenzione resta puntata sul consiglio di amministrazione di Mps, indicato da ambienti vicini alla banca come una riunione ordinaria convocata per approvare alcuni passaggi legati all’integrazione di Mediobanca. Nonostante questa definizione, viene dato per scontato che nel corso dell’incontro sia prevista un’informativa sulle due operazioni che vedono Siena al centro del risiko bancario, mantenendo alta l’attenzione degli osservatori sugli sviluppi della vicenda.
Alla discussione si aggiunge anche la presa di posizione di Italia Viva area senese e Casa Riformista Siena, che hanno diffuso una nota esprimendo forte preoccupazione per il futuro di Monte dei Paschi e della città. Secondo i rappresentanti riformisti, la scelta del Governo di non porre veti ma di limitarsi a semplici prescrizioni nell’operazione Intesa–Mps potrebbe tradursi in un concreto rischio di svuotamento della storica Direzione Generale di Siena. La struttura viene indicata come il principale motore operativo dell’istituto, con ricadute occupazionali e sull’indotto cittadino che rendono il tema centrale nel confronto politico e istituzionale.




