Cairo: «Il calcio va salvato con meno squadre, stadi nuovi e lotta alla pirateria»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup nonché patron del Torino, ha tracciato, nel corso della settima edizione di «Sport Industry Talk», un quadro ampio e desolante delle condizioni del calcio italiano, il quale, a suo dire, «soffre ancora i postumi del Covid». L’impatto della pandemia sul comparto, che fornisce allo Stato un miliardo di contribuzione fiscale e garantisce oltre centomila posti di lavoro, è stato definito «gravissimo», con un buco da 3,6 miliardi di euro formatosi nell’arco di tre anni e un conseguenziale aumento esponenziale dei debiti; una situazione, questa, ulteriormente aggravata dalla mancanza di interventi governativi specifici, nonostante le ripetute sollecitazioni.

Le proposte per un rilancio strutturale

Per affrontare quella che non è una semplice crisi ciclica ma un vero e proprio dissesto strutturale, Cairo ha avanzato proposte concrete, puntando il dito sulla necessità di una razionalizzazione del sistema. Il numero delle società professionistiche, giudicato eccessivo, andrebbe ridotto in maniera drastica, operando una selezione che privilegi la solidità economico-finanziaria e la sostenibilità gestionale. Parallelamente, è emersa con forza l’esigenza di rinnovare il patrimonio infrastrutturale, un tema che tocca da vicino anche la sua esperienza personale con il Torino, avendo egli stesso confermato di essere in discussioni con il sindaco per la possibile acquisizione della proprietà dello stadio, un’operazione che rientrerebbe in un disegno più ampio di modernizzazione e di creazione di nuovi flussi di ricavo.

La minaccia della pirateria e il modello internazionale

Un altro fronte caldo, sul quale il presidente ha richiamato l’attenzione, è quello della pirateria digitale, un fenomeno che sottrae ingenti risorse al settore e che richiede, per essere contrastato, un impegno severo e coordinato. La lotta a queste forme illecite di fruizione dei contenuti si inserisce in una visione che guarda ai modelli internazionali, i quali dimostrano come una gestione oculata dei diritti mediatici e degli asset immobiliari possa generare valore e stabilità. L’apprezzamento pubblico ricevuto, durante l’evento, dal presidente della Figc Gabriele Gravina e da quello della Lega Serie A Ezio Simonelli sembra indicare una consonanza di vedute sulle linee generali del problema.

Le basi per un futuro sostenibile

Il discorso di Cairo, pur nella sua durezza analitica, delinea dunque un percorso possibile per il rilancio, fondato su un riassetto del panorama societario, su investimenti in infrastrutture moderne e su una protezione più efficace del prodotto calcistico. Si tratta di interventi che, se attuati, mirerebbero a restituire competitività e credibilità a un settore che, nonostante le difficoltà, rimane un pilastro dell’economia e dell’identità nazionale, ma che deve necessariamente evolversi per recuperare il terreno perduto rispetto ai competitor europei.

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