Pirateria digitale, un flagello per il calcio italiano
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Redazione Interno
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Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha recentemente ribadito, durante il Forbes Sport & Innovation Forum, l'urgenza di combattere la pirateria digitale, fenomeno che sta minando le fondamenta del calcio italiano. De Siervo ha sottolineato come le pessime abitudini di molti italiani, che ricorrono a piattaforme illegali per seguire le partite, stiano distruggendo il calcio e, di conseguenza, indebolendo l'intero settore sportivo. Questo perché i proventi fiscali generati dagli sport, che in parte vengono destinati al CONI, sono strettamente legati agli introiti derivanti dai diritti televisivi.
La pirateria, infatti, non solo priva le società calcistiche di risorse economiche fondamentali, ma mette anche a rischio l'intero ecosistema sportivo. Le partite di Serie A trasmesse gratuitamente attraverso piattaforme di streaming illegali sono in costante aumento, e i metodi per aggirare i sistemi di sicurezza si fanno sempre più sofisticati. Tra i nuovi strumenti utilizzati per alimentare la pirateria, oltre al noto "pezzotto", vi sono supporti tecnologici sempre più avanzati, che rendono difficile il contrasto a questo fenomeno.
L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto sanzioni automatiche per chi usufruisce di siti pirata, nel tentativo di arginare la diffusione del fenomeno. Tuttavia, la lotta alla pirateria del calcio si è fatta sempre più complessa e, talvolta, isterica. De Siervo ha persino minacciato di prendere provvedimenti contro Google, accusato di non fare abbastanza per bloccare i siti che trasmettono illegalmente le partite.
In questo contesto, emerge la necessità di sensibilizzare il pubblico sull'importanza di sostenere il calcio in modo legale.




