Pirateria digitale in Italia: un fenomeno in crescita
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Redazione Interno
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La pirateria digitale è un fenomeno in rapida crescita in Italia, con quattro su dieci italiani che utilizzano il cosiddetto "pezzotto", un decoder illegale che permette di accedere ai programmi delle televisioni a pagamento. Questi dati emergono da un'indagine condotta da Ipsos per conto di Fapav-Federazione per la Tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali.
Il costo della pirateria
La pirateria audiovisiva non solo causa una perdita di 2 miliardi di euro di fatturato alle industrie del settore, ma brucia anche 11 mila posti di lavoro e sottrae circa 821 milioni al Pil e 377 milioni di imposte all'erario. Questo fenomeno non riguarda solo i prodotti audiovisivi, ma anche i prodotti internet dei quotidiani e dei periodici.
Chi sono i pirati digitali
I pirati digitali sono di vario tipo: c'è il tifoso che segue le partite con il "pezzotto", sottraendo il segnale alle piattaforme legali, il giovane che scarica film e serie TV illecitamente e l'appassionato di musica che ruba le canzoni online e poi magari le rivende.
La pirateria e l'auto-assoluzione
Nonostante la pirateria sia un reato, molti si auto-assolvono. Ci sono molti modi per leggere questo uno è farlo sfogliando le pagine di carta di “Avvenire”, perché voi o qualcuno al vostro posto ha pagato il giornale; un altro è attraverso lo sfogliatore digitale disponibile per gli abbonati o chi ha comprato la copia singola; un altro ancora dal nostro sito web, contribuendo attraverso la visione della pubblicità digitale. Se invece vi è arrivata via mail una copia in formato pdf, oppure state scorrendo un testo copincollato su qualche social network o su un sito internet diverso da quello di “Avvenire”, allora c’è qualche problema.
La pirateria digitale è un problema serio che sta causando danni significativi all'economia italiana. È importante che si faccia di più per combattere questo fenomeno e proteggere le industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali.




