I centri di rimpatrio in Albania costano 114mila euro al giorno, ma i risultati sono zero

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma – Quello che doveva essere il fiore all’occhiello della politica migratoria del governo Meloni si sta rivelando, cifre alla mano, un fallimento costoso e inefficace. I centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) costruiti in Albania, a Gjadër e Shëngjin, hanno bruciato 74,2 milioni di euro solo per la realizzazione, secondo i dati diffusi da ActionAid e dall’Università di Bari. Ma il dato più eclatante riguarda i costi giornalieri: 114mila euro al giorno per ospitare, tra ottobre e dicembre 2024, appena 20 persone, tutte rilasciate in poche ore.

L’inchiesta, riportata nel libro di Lorenzo Figoni e Luca Rondi edito da Altreconomia, smonta pezzo per pezzo la retorica governativa che ha presentato queste strutture come la soluzione al “problema migranti”. In realtà, i numeri parlano di un’operazione dai costi esorbitanti e dai risultati quasi nulli. La Prefettura di Roma ha già versato 570mila euro alla società Medihospes, che gestisce i centri, per appena cinque giorni di effettiva operatività. Una spesa che, come sottolineano le opposizioni, grava interamente sulle tasche dei contribuenti.

"È il più costoso, inumano e inutile strumento nella storia delle politiche migratorie italiane", ha dichiarato Elly Schlein, segretaria del Pd, definendo i numeri "un insulto a chi oggi fatica ad arrivare a fine mese". Le critiche non si limitano agli aspetti economici: secondo i rapporti, i centri sono ancora incompleti nonostante i fondi stanziati, e la loro effettiva capacità operativa rimane un enigma.

Dietro queste cifre, però, c’è anche un’altra storia, fatta di vite sospese e di un sistema che, come emerge dalle testimonianze raccolte, spesso utilizza metodi discutibili. Sedativi somministrati senza controllo, procedure di identificazione approssimative e condizioni di detenzione che hanno sollevato più di una protesta. Senza contare gli appalti milionari, spesso opachi, che hanno alimentato un business i cui veri beneficiari restano nell’ombra.

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