Droni ucraini su Mosca, l'aereo di Putin resta in volo per ore

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un massiccio attacco di droni ucraini ha paralizzato per diverse ore il traffico aereo di Mosca venerdì 9 ottobre, proprio mentre il presidente russo Vladimir Putin rientrava da un vertice in Turkmenistan.

Secondo una ricostruzione del New York Times basata sui dati di tracciamento di FlightRadar24, tre velivoli del distaccamento presidenziale "Rossiya" sono decollati dall'aeroporto di Turkmenbashi nel pomeriggio: due hanno effettuato manovre di volo anomale nello spazio aereo intorno alla capitale, mentre il terzo è stato dirottato verso San Pietroburgo prima di fare ritorno a Mosca in un secondo momento.

Il "Cremlino volante" e gli aerei esca

Putin dispone di diversi Ilyushin Il-96-300PU, velivoli noti come "Cremlino volante" perché sono dotati di sistemi di comunicazione che consentono al capo del Cremlino di mantenere il comando anche in caso di conflitto nucleare. Questi aerei viaggiano sempre accompagnati da velivoli identici che fungono da esche, una misura di sicurezza che rende impossibile stabilire con certezza su quale bordo si trovasse il presidente durante il rientro.

I dati di tracciamento hanno mostrato che il velivolo con numero di coda RA-96025, lo stesso dal quale Putin era stato visto scendere al suo arrivo in Turkmenistan il giorno precedente, è stato dirottato sull'aeroporto di Pulkovo, a San Pietroburgo, dove è atterrato alle 17:38 prima di ripartire verso Mosca alle 18:10. Gli altri due aerei presidenziali, identificati con le sigle RA-96020 e RA-96022, hanno invece raggiunto la capitale dopo aver compiuto manovre circolari in attesa che lo spazio aereo venisse riaperto.

La chiusura degli scali e il piano "Kovër"

L'attacco ha costretto le autorità russe a sospendere le operazioni in tutti e quattro gli aeroporti che servono la capitale: Vnukovo, Sheremetyevo, Domodedovo e Zhukovsky. Le restrizioni sono scattate intorno alle 15:40 ora locale ed è stato attivato il piano "Kovër", la procedura che impone la chiusura dello spazio aereo in presenza di minacce aeree non identificate.

Il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha dichiarato che le difese antiaeree hanno abbattuto 15 droni diretti verso la capitale, mentre residenti di diversi quartieri meridionali hanno riferito di aver udito esplosioni e di aver osservato l'attività dei sistemi di difesa aerea.

Le limitazioni hanno avuto ripercussioni pesanti sul traffico commerciale: secondo le ricostruzioni diffuse dai media russi, oltre 370 voli hanno accumulato ritardi e almeno 62 sono stati cancellati, con Vnukovo particolarmente colpito dove oltre il 40 per cento dei voli ha subito ritardi per una media di 102 minuti.

Le conseguenze sul traffico aereo

La chiusura degli aeroporti moscoviti non è un evento isolato. Secondo quanto riportato dal quotidiano Kommersant, le cancellazioni dei voli in Russia sono raddoppiate nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un dato che la compagnia assicurativa AlfaStrakhovanie ha collegato alle restrizioni aeroportuali imposte per le minacce dei droni ucraini. Limitazioni di emergenza vengono introdotte quasi quotidianamente nelle regioni meridionali e centrali del Paese dalla fine di aprile.

Aeroflot, la principale compagnia di bandiera russa, ha annunciato la cancellazione e la riprogrammazione di numerosi voli, avvertendo che ulteriori ritardi potrebbero verificarsi a causa della necessità per gli equipaggi di rispettare gli orari obbligatori di riposo. Nel frattempo, nei pressi dell'aeroporto di Vnukovo le forze dell'ordine hanno bloccato le strade in vista dell'arrivo del corteo presidenziale, provocando una coda di diversi chilometri.

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