Juventus, il rilancio di Holm e quel riscatto da rinegoziare
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Redazione Sport
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La vittoria per 1-0 contro l’Atalanta, conquistata al termine di una gara sporca e nervosa, ha regalato tre punti dal peso specifico notevole nella corsa alla prossima Champions League. Ma c’è un effetto collaterale, quasi inaspettato, che quel successo ha innescato: la riapertura, improvvisa e concreta, del discorso legato a Emil Holm. Lo svedese, arrivato a Torino a gennaio con la formula del prestito secco dal Bologna, aveva finora navigato in acque agitate, complice qualche acciacco muscolare che ne aveva frenato la continuità. Eppure, la prestazione offerta a Bergamo – dove è stato tra i pochi a non sfigurare in un contesto di grande sofferenza collettiva – ha cambiato le coordinate del dibattito interno alla dirigenza bianconera.
Il nodo dei 15 milioni e la diplomazia tra i club
Il diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro, più altri 3 di bonus, rappresenta la cifra che separa Holm da una permanenza che ora appare desiderata da entrambe le parti. Una somma, questa, giudicata fino a pochi giorni fa eccessivamente elevata dalla Juventus, soprattutto alla luce dei due stop muscolari che ne avevano minato la continuità fisica. Tuttavia, le ultime prove fornite dal laterale svedese – che non si è mai risparmiato in fase di copertura e ha mostrato spunti interessanti in avanti – hanno convinto i dirigenti a non chiudere la porta. Le diplomazie tra i due club sono già al lavoro per limare gli angoli di un accordo che, allo stato attuale, sembra poter trovare una formula diversa dal semplice esercizio del diritto: si parla di un possibile abbassamento della base d’asta o di un riscatto dilazionato nel tempo.
L’intreccio con Joao Mario e la regia di Spalletti
Il destino di Holm, va ricordato, si è incrociato proprio il 2 febbraio scorso con quello di Joao Mario, nell’ambito di una doppia operazione di mercato che aveva dell’azzardo. Il portoghese, approdato a Torino la scorsa estate senza mai convincere del tutto, è volato in Emilia per ritrovare minutaggio e fiducia; lo svedese, che a Bologna dal 2024 si era ritagliato un ruolo da protagonista, ha fatto il percorso inverso. Dietro questa operazione c’è anche la regia silenziosa di Luciano Spalletti, che già ai tempi dello Spezia aveva mostrato una stima profonda per Holm. Il ct azzurro, che pure non ha voce in capitolo nelle dinamiche di club, vede nel giocatore nordico qualcosa di unico: un esterno capace di alternare spinta e sacrificio, duttile e mentalmente elastico. Un’elasticità che Holm dovrà dimostrare anche nella sfida imminente contro i suoi ex compagni del Bologna.
Niente sentimentalismi, solo la prova del campo
Professionista senza svenevolezze sentimentali di troppo – in perfetto stile svedese, asciutto e pragmatico – Emil Holm non dovrebbe concedersi retropensieri nel match che lo vedrà opposto a chi lo ha ceduto. Ma sarebbe ingenuo pensare che quella di domani sia una partita qualunque. Per lui, ancor prima che per la classifica, rappresenta un banco di prova decisivo: non vuole perdere lo slancio conquistato a Bergamo, dove è stato tra i migliori in campo, e intende usare quella prestazione come trampolino per convincere fino in fondo i dirigenti a investire su di lui. I dubbi, quelli legati alla tenuta fisica, non sono completamente svaniti. Tuttavia, la qualità del ragazzo non è mai stata in discussione. Se riuscirà a ripetere le accelerazioni e le chiusure tempestive mostrate contro l’Atalanta, la Juventus avrà tutte le ragioni per sedersi al tavolo con il Bologna e trovare quell’intesa che sembrava ormai un miraggio.




