Mercato auto italiano, ad agosto 3,2% ma la ripresa resta ancora lontana dai livelli pre-pandemia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato automobilistico italiano chiude il mese di agosto con un segno positivo, sebbene la crescita si mantenga su ritmi meno sostenuti rispetto ai mesi precedenti. Le 69.411 nuove immatricolazioni registrate rappresentano un incremento del 3,2% rispetto alle 67.290 unità dello stesso periodo del 2025, un dato che conferma la tendenza espansiva del settore, ma che al tempo stesso lascia intravedere alcune ombre all'orizzonte.

A pesare sul risultato finale, come spesso accade in questo periodo dell'anno, è la consueta flessione legata alle ferie estive, che riduce sensibilmente il volume d'affari rispetto ai mesi primaverili, quando il mercato tocca tradizionalmente i suoi picchi stagionali.

Il bilancio dei primi otto mesi e il confronto con il passato

Allargando lo sguardo al cumulato dei primi otto mesi del 2026, il quadro appare decisamente più confortante: le immatricolazioni totali hanno raggiunto quota 1.129.596 vetture, segnando una progressione dell'8,5% rispetto alle 1.040.761 unità dello stesso arco temporale dell'anno scorso. Un dato che, sulla carta, testimonierebbe una solida ripresa del comparto, trainato da una domanda interna che non accenna a rallentare, ma che deve fare i conti con un confronto impietoso con il periodo precedente alla pandemia.

Se si torna indietro al 2019, anno di riferimento prima della crisi sanitaria globale, il divario resta ampio e difficilmente colmabile nel breve periodo, considerando che allora il mercato viaggiava su volumi molto più elevati, con un cumulato che superava abbondantemente il milione e mezzo di unità.

Le ragioni di questo ritardo vanno ricercate in un mix di fattori che vanno dall'incertezza economica internazionale, passando per l'aumento del costo delle materie prime, fino ad arrivare ai continui rincari dei listini che hanno progressivamente allontanato dalla concessionaria una fascia sempre più ampia di potenziali acquirenti.

La sorpresa delle ibride e il crollo del diesel

Sul fronte delle alimentazioni, il dato più eclatante riguarda la conferma del dominio assoluto delle motorizzazioni ibride, che ad agosto hanno conquistato il 58,9% del mercato totale con 41.415 unità vendute, consolidando un trend ormai inarrestabile che sta ridisegnando le gerarchie del settore. All'interno di questa macro-categoria, le ibride non ricaricabili – ovvero le mild hybrid e le full hybrid – hanno totalizzato 32.969 esemplari, pari al 46,9% delle vendite mensili e al 49,3% nel cumulato gennaio-agosto, a dimostrazione di come gli italiani stiano progressivamente abbandonando i tradizionali motori a benzina e gasolio in favore di soluzioni più efficienti e meno inquinanti.

Analizzando nel dettaglio, le mild hybrid hanno rappresentato da sole il 30,1% del mercato, mentre le full hybrid si sono fermate al 16,8%, un risultato che evidenzia come la scelta di un'ibrida tradizionale, con tutti i vantaggi fiscali e di circolazione che questa comporta, sia ormai diventata una priorità per una larga fetta degli automobilisti italiani.

Di contro, il diesel prosegue la sua inesorabile parabola discendente, attestandosi su quote ormai marginali, mentre la benzina pura, pur resistendo meglio del gasolio, mostra segni di cedimento strutturale in favore delle soluzioni elettrificate.

Stellantis cresce a doppia cifra e allarga il divario sui rivali

Nel quadro complessivo del mercato, la notizia che fa maggiormente discutere è la performance di Stellantis, il colosso automobilistico italo-francese che ha visto crescere le proprie immatricolazioni del 14% nei primi otto mesi dell'anno, raggiungendo quota 341.225 vetture vendute sul territorio nazionale, Leapmotor compresa, e portando la propria quota di mercato al 30,2%.

Una crescita, quella del gruppo guidato da Carlos Tavares, che supera ampiamente l'andamento medio del mercato italiano, cresciuto dell'8,5% nello stesso periodo, e che testimonia la capacità di Stellantis di interpretare al meglio le richieste del pubblico nostrano, forte di un parco modelli che spazia dalle utilitarie più gettonate, come la Fiat Panda e la 500, fino ai crossover e ai Suv di fascia media e alta.

L'ingresso di Leapmotor nel perimetro del gruppo ha contribuito a rafforzare ulteriormente la posizione di Stellantis nel segmento delle auto elettriche, dove l'azienda sta concentrando ingenti risorse per colmare il ritardo accumulato nei confronti dei competitor asiatici, in particolare quelli cinesi, che da tempo hanno fatto dell'elettrico la loro arma principale per conquistare fette di mercato in Europa.

L'operazione con il brand cinese, infatti, non è solo un'operazione commerciale, ma rappresenta una mossa strategica per accelerare l'offerta di veicoli a batteria e ampliare la gamma elettrica del gruppo, rispondendo così alle pressioni normative sempre più stringenti sull'emissioni di CO2 che entreranno in vigore nei prossimi anni.

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