Design Instagram e Facebook sotto accusa: l’UE contesta la dipendenza
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Redazione Economia
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La Commissione europea ha contestato in via preliminare a Meta una possibile violazione del Digital Services Act, sostenendo che il design di Instagram e Facebook favorisca comportamenti di dipendenza tra gli utenti. L’accusa riguarda alcune caratteristiche dei due social network, tra cui lo scroll infinito, l’autoplay, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati, ritenuti potenziali elementi capaci di spingere verso un uso compulsivo delle piattaforme. Secondo la Commissione, questi meccanismi potrebbero avere effetti sul benessere fisico e mentale, con particolare attenzione a minori e persone vulnerabili.
Le funzioni di Instagram e Facebook finite nel mirino dell’UE
Al centro della valutazione della Commissione europea c’è il modo in cui Instagram e Facebook sono progettati per trattenere l’attenzione degli utenti. L’istituzione europea ha indicato come elementi rilevanti lo scorrimento continuo dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche che richiamano frequentemente l’utente e i sistemi di suggerimento basati su preferenze personali. Secondo l’analisi preliminare dell’UE, queste funzioni potrebbero favorire un utilizzo prolungato delle piattaforme, trasformando la navigazione in un comportamento difficile da interrompere.
La Commissione ha collegato queste caratteristiche al concetto di utilizzo in modalità “pilota automatico”, con il rischio che il tempo trascorso davanti allo schermo aumenti senza una reale consapevolezza dell’utente. Il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha dichiarato che non ci sarebbero strumenti efficaci per la gestione del tempo trascorso sulle piattaforme, misure sufficienti di sensibilizzazione o sistemi adeguati di controllo parentale. La contestazione riguarda quindi non solo le singole funzioni tecniche, ma anche le misure messe a disposizione per limitarne gli effetti.
La posizione di Meta sulle accuse della Commissione europea
Meta ha respinto le conclusioni preliminari della Commissione europea, sostenendo che la valutazione non tenga conto delle misure già adottate per proteggere gli adolescenti. Un portavoce dell’azienda ha spiegato che il gruppo non concorda con i risultati indicati dall’UE e ha richiamato gli interventi introdotti per aumentare la sicurezza dei ragazzi sulle piattaforme Instagram e Facebook.
Tra le misure citate da Meta ci sono gli account per teenager, pensati per offrire maggiore protezione ai giovani utenti e strumenti di controllo ai genitori. L’azienda ha indicato anche la possibilità per i genitori di bloccare l’accesso a Instagram durante la notte e di limitare il tempo giornaliero di utilizzo fino a 15 minuti. Questi strumenti, secondo Meta, rappresentano interventi già attivati per affrontare le preoccupazioni legate all’utilizzo dei social da parte degli adolescenti.
L’indagine sul Digital Services Act e il tema del benessere digitale
La contestazione della Commissione europea riguarda quindi il rapporto tra il design delle piattaforme digitali e i possibili effetti sugli utenti. L’attenzione dell’UE si concentra sulle modalità con cui Instagram e Facebook organizzano la fruizione dei contenuti e sulle conseguenze che queste scelte progettuali possono avere, soprattutto per le fasce considerate più esposte.
La procedura avviata dalla Commissione è basata su una valutazione preliminare della possibile violazione del Digital Services Act da parte di Meta. Il confronto tra l’istituzione europea e l’azienda si sviluppa attorno alla presenza o meno di strumenti sufficienti per gestire il tempo trascorso sui social, aumentare la consapevolezza degli utenti e garantire un controllo efficace da parte dei genitori.
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