Imoco Conegliano in finale scudetto, Novara si arrende dopo una battaglia di tre set
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
È l’ottava volta consecutiva, la decima in totale, che la Prosecco DOC Conegliano si guadagna l’accesso all’atto conclusivo del campionato: un’abitudine, quella delle Pantere, che rasenta l’epopea, alimentata ancora una volta da una rimonta che sa di resilienza più che di semplice routine. Al PalaVerde di Villorba, la formazione guidata da Santarelli ha dovuto sudare – e non poco – per avere la meglio su un’Igor Gorgonzola Novara apparsa irriducibile, priva del suo terminale offensivo più temuto ma capace di mettere sotto scacco le avversarie per larghi tratti della gara. Il 3-1 finale (18-25, 25-20, 28-26, 25-23) racconta solo in parte l’equilibrio di una semifinale che si è decisa nei dettagli, con le padrone di casa costrette a rincorrere nel primo parziale e a gestire la pressione nei due successivi, entrambi chiusi con il minimo scarto.
L’assenza pesante e la reazione d’orgoglio di Novara
La notizia più significativa alla vigilia riguardava l’infermeria: Tatiana Tolok, la “bocca da fuoco” della squadra piemontese, non ce l’ha fatta a recuperare dopo il problema alla spalla destra – lo stesso che l’aveva già fermata per una decina di partite nel girone d’andata – manifestatosi nuovamente nel corso di gara due. Senza il suo opposto di maggiore impatto, Lorenzo Bernardi ha dovuto ridisegnare gli equilibri di una squadra che, contro ogni pronostico, ha trasformato l’handicap in una motivazione aggiuntiva. Le azzurre sono scese in campo con un atteggiamento diverso rispetto alla debacle casalinga della gara precedente, aggredendo Conegliano fin dalla fase di break. Il primo set è stato un capolavoro di intensità: il 25-18 finale, con un margine ampio, ha subito messo in luce le difficoltà della squadra di casa nel trovare ritmo contro una difesa novarese scatenata e un muro mobile, capace di sporcare le traiettorie delle due migliori realizzatrici avversarie.
Le gemelle del gol e il muro che fa la differenza
Il ritorno alla parità (25-20 nel secondo set) è arrivato solo dopo che Conegliano ha iniziato a far valere la propria fisicità centrale. È in questo frangente che si è vista l’importanza di Sarah Fahr al centro, la cui presenza ha aperto varchi decisivi per le bande. I numeri finali delle “gemelle” – così vengono chiamate nel roster – parlano chiaro: Gabi e Haak hanno chiuso entrambe a quota 20 punti, un dato che certifica la capacità di tenere il punto anche quando il gioco si fa sporco. Tuttavia, il vero discrimine è stato il muro: nove blocchi di squadra per le Pantere, un dato che racconta di una supremazia netta nella fase di contrasto, specialmente nel terzo e quarto parziale, quando Novara si è trovata spesso a dover alzare il pallone in condizioni di difficoltà. Nel terzo set, in particolare, le ospiti hanno accarezzato il 2-1: avanti nel punteggio fino alla fase calda, hanno visto sfumare l’opportunità sul 28-26, un parziale che ha rappresentato psicologicamente il punto di svolta.
Una semifinale tiratissima e l’addio al volley di Leonardi
Il PalaVerde ha assistito a una gara tre di semifinale giocata con il coltello tra i denti, caratterizzata da continui ribaltoni nel punteggio. Novara ha dimostrato di poter recriminare per diverse occasioni non concretizzate, specialmente nel terzo set – dove ha sprecato un vantaggio consistente – e nel quarto, quando ha provato a forzare l’allungo senza riuscire a scardinare la ricezione gialloblù nei momenti decisivi. Al termine del match, c’è stato spazio per un passaggio di consegne simbolico: Giulia Leonardi, libero della formazione piemontese, ha ufficializzato il suo ritiro dall’attività agonistica, chiudendo così la carriera al termine di una serie combattuta contro la squadra che da anni domina la scena nazionale. Per l’Igor Gorgonzola, l’eliminazione arriva a testa altissima, con la consapevolezza di aver messo in difficoltà il “dream team” avversario nonostante l’assenza forzata del suo miglior realizzatore e la necessità di rimodulare gli equilibri in corsa.
L’ottava finale consecutiva: un’abitudine senza fine
Con questa vittoria, Conegliano si conferma padrona incontrastata del panorama pallavolistico italiano femminile per quanto riguarda l’accesso alla finale: l’ottava di fila, un dato che tiene conto del tricolore non assegnato nella stagione 2019-20 a causa della sospensione per la pandemia. Quella che si appresta a disputare sarà la decima finale scudetto della sua storia, un traguardo che arricchisce ulteriormente un’epopea fatta di continuità e capacità di rigenerarsi. La serie con Novara ha evidenziato, tuttavia, qualche crepa nel meccanismo: il primo set perso e i due parziali successivi vinti di stretta misura – con un solo punto di margine nel terzo – raccontano di una semifinale ben più combattuta di quanto il 3-1 finale non lasci intendere. Senza poter contare sulla propria “bocca da fuoco”, le zanzare hanno dato filo da torcere al dream team gialloblù, strappando il set iniziale e giocandosela alla pari per tutti e quattro i parziali. Per le Pantere, ora, l’attenzione si sposta sull’atto conclusivo del campionato, dove cercheranno di difendere il Titolo con la stessa determinazione mostrata in questa difficile rimonta.




