Sciopero per Gaza, a Milano la polizia usa gli idranti per disperdere i manifestanti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel tardo pomeriggio di venerdì 3 ottobre, corso Venezia a Milano è diventato il teatro di uno degli episodi più tesi della giornata di mobilitazione nazionale. Un gruppo di manifestanti, che si era radunato in solidarietà alla popolazione di Gaza e per sostenere la Global Sumud Flotilla, è stato disperso dalle forze dell’ordine mediante l’utilizzo degli idranti. L’azione, i cui filmati hanno iniziato a circolare nelle ore successive, si è consumata dopo che il grosso del corteo, che secondo gli organizzatori aveva portato in strada circa centomila persone, si era già sciolto.

La mobilitazione nazionale

La giornata di sciopero generale, promossa da sindacati di base e dalla Cgil, ha registrato un’adesione massiccia in diverse regioni, toccando il suo apice numerico in Emilia-Romagna. Lì, da Modena a Ravenna, passando per Ferrara e con un’enorme partecipazione a Bologna, si sono contate complessivamente duecentomila presenze secondo le stime dei promotori. Una folla eterogenea, composta non soltanto da giovani e studenti, ma anche da una significativa componente di persone anziane, molte delle quali, come ha osservato il politologo Piero Ignazi, “avevano fatto politica in età giovanile e hanno ritrovato il gusto di tornare nelle piazze”.

Gli scontri a Milano

A Milano, il corteo principale si era svolto senza gravi incidenti, con decine di migliaia di partecipanti che, tra lavoratori e studenti, hanno riempito le strade con il loro appello a “fermare il massacro”. La tensione è però esplosa in serata, quando un nucleo di manifestanti, in un’azione improvvisata e a manifestazioni ormai concluse, ha tentato di superare un cordone di polizia in tenuta antisommossa. È in questo frangente che le forze dell’ordine sono intervenute con i getti d’acqua per respingere il gruppo e ripristinare la sicurezza nell’area.

Le conseguenze e gli identificati

Tredici dei giovani coinvolti negli scontri, dieci italiani e tre stranieri, sono stati identificati e accompagnati in questura. Dopo essere stati denunciati per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, blocco stradale e per aver tenuto una manifestazione non preavvisata, ne è stato disposto il rilascio. L’episodio, che conclude una settimana di proteste articolate in tutta la penisola, consegna alle autorità il compito di valutare le dinamiche di un intervento destinato a far discutere.

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