Williams e Wilmore, bloccati nello spazio per 9 mesi: 5 dollari al giorno di rimborso
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Sunita Williams e Butch Wilmore, due astronauti della Nasa, avrebbero dovuto trascorrere appena otto giorni nello spazio, ma il loro viaggio si è trasformato in un’odissea di 286 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La missione, inizialmente programmata per una breve permanenza, è stata prolungata a causa di problemi tecnici alla capsula Starliner della Boeing, che ne ha ritardato il rientro sulla Terra. Nonostante l’imprevisto, i due astronauti riceveranno un rimborso spese di soli 5 dollari al giorno per il periodo trascorso in orbita, una cifra che ha sollevato non poche polemiche.
La somma, che ammonta a 1.430 dollari per l’intero periodo, è in linea con le norme che regolano i rimborsi per i dipendenti pubblici statunitensi, categoria alla quale appartengono anche gli astronauti. Si tratta di una cifra simbolica, sufficiente forse per un caffè o uno snack, ma che appare irrisoria se paragonata ai rischi e alle difficoltà affrontate durante una permanenza così lunga nello spazio. Williams, 59 anni, e Wilmore, 62, hanno infatti lavorato per oltre nove mesi in condizioni estreme, senza poter contare su straordinari, ferie o indennità di rischio, nonostante il loro stipendio annuo si aggiri intorno ai 150.000 dollari.
La notizia del rimborso ha fatto il giro del mondo, arrivando persino alla Casa Bianca. L’ex presidente Donald Trump, noto per le sue dichiarazioni spesso fuori dagli schemi, ha commentato la vicenda affermando che sarebbe disposto a pagare di tasca propria se necessario. Una presa di posizione che, al di là delle intenzioni, ha riacceso il dibattito sul trattamento economico riservato agli astronauti, figure chiave nell’esplorazione spaziale ma spesso dimenticate quando si tratta di riconoscere il valore del loro lavoro.
La missione di Williams e Wilmore, partita come un’operazione di routine, si è rivelata un banco di prova per la capsula Starliner, il cui sviluppo è stato segnato da ritardi e difficoltà tecniche. I due astronauti, che avrebbero dovuto rientrare dopo una settimana, hanno visto il loro traguardo spostarsi continuamente, costretti a rimanere in orbita mentre i tecnici lavoravano per risolvere i problemi. Una situazione che, oltre a mettere alla prova la loro resistenza fisica e psicologica, ha sollevato interrogativi sulla gestione delle missioni spaziali e sulla sicurezza degli equipaggi.




