Berardi e Laurientè stendono il Milan, il Sassuolo vince 2-0 e i tifosi rossoneri fischiano
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Redazione Sport
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Nel pomeriggio grigio di Reggio Emilia, il Milan incassa una sconfitta che pesa come un macigno sulla rincorsa alla Champions League, complice un Sassuolo cinico e chirurgico capace di sfruttare ogni singolo errore avversario. Il 2-0 finale, firmato da Domenico Berardi al 5′ e da Armand Laurientè al 47′, non racconta soltanto la differenza sul tabellino ma anche una fragilità difensiva e mentale dei rossoneri, apparsi fuori giri fin dai primi minuti. A complicare ulteriormente il quadro, l’espulsione di Fikayo Tomori dopo venticinque minuti: un rosso diretto che ha lasciato la squadra di Allegri in dieci uomini per gran parte della gara, costringendola a un arrembaggio sterile e senza mordente. Il primo vantaggio neroverde nasce proprio da una disattenzione nella trequarti milanista, con Jashari che perde palla maldestramente; Thorstvedt la recupera e la serve a Laurientè, il quale apre per Berardi: il mancino a giro del capitano del Sassuolo non dà scampo a Mike Maignan, già battuto in avvio di match.
Maignan ferma la squadra: niente saluti sotto la curva dei tifosi inferociti
Al triplice fischio dell’arbitro Maresca, però, la cronaca si sposta dalla fascia laterale del campo al tunnel che conduce agli spogliatoi. I tifosi rossoneri, encomiabili nell’incitare la squadra per tutti i novanta minuti nonostante la prestazione opaca, esplodono in un coro di fischi e contestazione. Proprio mentre i giocatori del Milan si dirigono verso lo spicchio del Mapei Stadium occupato dai sostenitori ospiti, Mike Maignan – capitano in carica – ordina il rientro immediato dei compagni. Nessuno va sotto la curva. Il portiere francese, probabilmente con l’intento di evitare che la tensione degeneri in scenari più gravi, richiama tutti negli spogliatoi. Un gesto forte, che di fatto interrompe ogni rituale di saluto e lascia i tifosi con la loro delusione a fare da sola cornice a un pomeriggio da dimenticare.
La “peggiore prestazione della stagione” secondo Allegri e una classifica che si fa pericolosa
Quella di Reggio Emilia, a sentire le parole uscite negli spogliatoi, sarebbe stata “la peggiore prestazione della stagione”. Una definizione pesante, che sottolinea lo stato d’animo di una squadra fragile e incapace di reagire dopo lo svantaggio e l’inferiorità numerica. La classifica, dal canto suo, rischia di prendere una piega preoccupante: se domani sera la Roma dovesse battere la Fiorentina, i giallorossi si porterebbero a -3 dal Milan, riaprendo di fatto una lotta per il quarto posto che fino a poche settimane fa sembrava già archiviata. E i fischi dei tifosi – non accompagnati dalla squadra sotto il settore – diventano così un sintomo, non un incidente isolato. Episodio evitabile? Forse, ma certamente rivelatore di un malessere che non accenna a placarsi.
Padovan e il giudizio secco: “Ha fatto ciò che poteva” su una stagione di grandi occasioni perse
Nel commentare il rendimento delle big italiane, e in particolare quello del Milan, il giornalista Giancarlo Padovan ha offerto una lettura asciutta e senza sconti: “Scudetto? Ci sono tante visioni e analisi, è successo di tutto. L’Inter pur non dominando negli scontri diretti ha saputo tenere un lungo vantaggio con continuità, mentre il Napoli ha molto da recriminare”. Una frase che, a proposito dei rossoneri, suona come un’assoluzione solo parziale: la squadra – dice tra le righe – ha fatto ciò che poteva, ma evidentemente non è bastato. E la sconfitta di Reggio Emilia, con quel 2-0 firmato dai due attaccanti di casa e con la contestazione silenziosa (eppure fragorosamente fischiettata) dei propri tifosi, ne è la prova più cruda.




