Omicidio di Arcangelo Correra, nuovi dettagli emergono dall'inchiesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'omicidio di Arcangelo Correra, il giovane ucciso da un colpo di pistola sabato scorso in piazza Sedil Capuano, continua a rivelare dettagli inquietanti. Secondo l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, Raffaele Caiafa avrebbe chiesto allo zio di far sparire la Beretta usata nel delitto. Tuttavia, è stata la madre del ragazzo indagato, Anna Elia, a collaborare con gli inquirenti per ritrovare l'arma. La giudice ha sottolineato che solo chi conosceva la posizione della pistola poteva trovarla, rendendo inverosimile l'ipotesi che fosse stata trovata per caso per strada.

Renato Caiafa, 18 anni, è attualmente in carcere con le accuse di omicidio colposo, porto clandestino di arma e sparo in luogo pubblico. Al pm ha raccontato il tragico incidente, spiegando che Arcangelo lo sfidava a sparargli al petto. La notte del 9 novembre, pochi istanti prima di essere colpito, Arcangelo mostrava il petto, sfidando l'amico a sparare. Tutti i presenti guardavano nella loro direzione e, una volta esploso il colpo, gli avevano urlato "cosa hai fatto?".

L'ordinanza del gip di Napoli ha disposto il carcere per Caiafa, evidenziando la gravità della situazione e la necessità di ulteriori indagini per chiarire tutti gli aspetti di questa tragica vicenda.

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