Norris beffa Piastri e vince a Budapest, mentre la Ferrari affonda nel mistero
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
L’Hungaroring ha regalato un gran premio avvincente, deciso solo all’ultimo giro, ma con una lotta che si è consumata principalmente tra i due piloti della McLaren. Lando Norris, abile nella gestione delle gomme con una strategia a un solo pit-stop, ha avuto la meglio sul compagno Oscar Piastri, che pure aveva tenuto testa all’inglese per gran parte della gara. A rendere più amara la sconfitta dello australiano, il fatto che la squadra avesse inizialmente giudicato impraticabile l’approccio scelto da Norris, poi rivelatosi invece vincente.
La minaccia di Charles Leclerc, partito dalla pole position e protagonista nei primi stint, si è dissolta nel nulla a causa di un problema tecnico emerso dopo il secondo pit-stop. La Ferrari SF-25, che fino a quel momento sembrava in grado di contendere la vittoria, ha perso improvvisamente competitività, lasciando il monegasco in balia di George Russell, che lo ha superato senza troppi patemi, relegandolo al quarto posto. Leclerc, visibilmente frustrato, ha parlato di una vettura diventata "inguidabile", mentre il team principal Frédéric Vasseur ha ammesso che qualcosa "non ha funzionato come previsto", senza però fornire spiegazioni definitive.
Le ipotesi sul crollo della Ferrari ruotano attorno a due scenari: un errato management degli pneumatici, con pressioni eccessive nell’ultima fase, oppure un problema più profondo, legato alla gestione della potenza o all’aerodinamica. Se il primo caso sarebbe facilmente rimediabile, il secondo potrebbe invece nascondere criticità ben più serie, capaci di compromettere il resto della stagione. Intanto, la McLaren consolida il suo vantaggio in classifica costruttori, mentre la scuderia di Maranello – nonostante i lampi di velocità – continua a lasciarsi sfuggire opportunità importanti.




