Acqua liquida su Marte: una scoperta italiana rivoluzionaria

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La presenza di acqua liquida su Marte, un fenomeno raro e potenzialmente rivoluzionario, è stata osservata per la prima volta grazie a uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Pubblicato sulla rivista Geosciences di MDPI, lo studio Geomorphological Observations and Physical Hypotheses About Martian Dune Gullies si concentra sui cosiddetti “gullies”, calanchi dunali tipici del Pianeta Rosso, che non trovano corrispondenza sulla Terra. Queste formazioni, analizzate attraverso immagini ad alta risoluzione, hanno rivelato tracce di acqua liquida, un elemento che potrebbe avere implicazioni significative per la comprensione della geologia e dell’abitabilità di Marte.

Circa 3,7 miliardi di anni fa, Marte ospitava un’atmosfera molto più densa rispetto a quella attuale, con laghi e oceani che ne caratterizzavano la superficie. Tuttavia, nel corso del tempo, gran parte dell’atmosfera è andata perduta, rendendo quasi impossibile la presenza stabile di acqua liquida a causa della pressione atmosferica estremamente bassa. Nonostante queste condizioni ostili, i ricercatori dell’INGV hanno identificato la presenza stagionale di acqua liquida su alcune dune marziane, un fenomeno che potrebbe essere legato a processi geologici ancora non del tutto compresi.

La scoperta si inserisce in un contesto più ampio di ricerche che mirano a ricostruire la storia idrologica di Marte. Ad esempio, i vasti depositi sabbiosi sotterranei individuati nella regione di Utopia Planitia dal rover cinese Zhurong rafforzano l’ipotesi dell’esistenza di un antico oceano marziano. Questi sedimenti, che formano strutture simili alle linee di costa terrestri, suggeriscono che, circa quattro miliardi di anni fa, il pianeta fosse caratterizzato da imponenti masse d’acqua liquida che riempivano le depressioni settentrionali.

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