Attacco russo con droni nella notte su Sumy, un hotel nel centro della città evacuato dopo essere stato colpito due volte
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Redazione Esteri
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Il conflitto, che prosegue ormai da quattro anni senza mostrare segni di un’attenuazione significativa sul campo, ha visto questa notte un’escalation localizzata ma dai contorni particolarmente insidiosi nel centro della città ucraina di Sumy. Le forze armate di Mosca, infatti, hanno condotto un attacco utilizzando velivoli senza pilota contro un edificio civile situato nel cuore della città, un’azione che ha provocato un incendio di vaste proporzioni e reso necessario lo sgombero immediato di una cinquantina di persone che si trovavano all’interno della struttura ricettiva -1. Serhii Kryvosheienko, il quale ricopre la carica di capo dell’amministrazione militare cittadina, ha fornito i primi dettagli dell’accaduto attraverso i suoi canali ufficiali, spiegando che due distinti attacchi con droni hanno preso di mira la costruzione, e le fiamme, divampate rapidamente, hanno seriamente danneggiato l’ultimo piano dello stabile -1. Un elemento che aggrava ulteriormente la dinamica dell’assalto, come riferito da Ihor Kalchenko, capo di stato maggiore dell’amministrazione militare regionale, è la circostanza che il secondo ordigno sia stato fatto detonare mentre i soccorritori del Servizio Statale per le Emergenze erano già operativi sul luogo del primo impatto per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area -1. Nonostante la chiara volontà di colpire nuovamente la zona, forse con l’obiettivo di causare vittime anche tra i vigili del fuoco, il personale intervenuto è riuscito a mettersi in salvo e non si segnalano feriti tra le loro file, mentre le operazioni di spegnimento sono state portate a termine con successo -1.
La risposta della difesa aerea russa e l’attacco su larga scala contro Kiev e altre città
Parallelamente all’azione offensiva condotta contro Sumy, il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha comunicato, attraverso l’agenzia di stampa Tass, di aver intercettato e neutralizzato un numero elevatissimo di droni nemici nello spazio aereo nazionale -2. Secondo il rapporto diffuso dalle autorità di Mosca, nella sola notte i sistemi di difesa aerea russi avrebbero abbattuto ben 95 velivoli senza pilota di fabbricazione ucraina, una minaccia che si è distribuita su un fronte estremamente ampio che include le regioni di Belgorod, Bryansk, Voronezh, Kaluga, Kursk, Orel, Smolensk, Tver, Tula e Krasnodar, oltre a diverse incursioni aeree neutralizzate sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov -2. Tra questi, un numero imprecisato ma significativo di droni era stato lanciato con ogni probabilità con l’obiettivo di raggiungere la capitale russa, creando ulteriore pressione sulle difese aeree di quella che è una delle aree metropolitane più sorvegliate al mondo -8. Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato nel più ampio scacchiere bellico, dal momento che un attacco combinato su vasta scala, condotto sempre nella notte e nelle prime ore del mattino, ha preso di mira Kiev e altre importanti città ucraine come Kharkiv e Zaporizhzhia, dove sono state registrate esplosioni e danni a infrastrutture civili e condomini, con un bilancio che parla di diversi feriti, tra cui purtroppo anche un bambino di tre anni e mezzo nella regione di Odessa, colpita separatamente da droni che hanno danneggiato serbatoi di carburante e una gru -3-7.
I negoziati di Ginevra e l’annuncio di Zelensky per un incontro trilaterale ad Abu Dhabi
Sul fronte diplomatico, invece, mentre le armi continuano a fare strage, si registra un’intensa attività finalizzata a gettare le basi per un possibile, seppur complesso, negoziato di pace. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo consueto videomessaggio serale, ha rivelato che i colloqui tra la delegazione di Kiev e gli inviati speciali degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono proseguiti a Ginevra, toccando temi cruciali come i meccanismi di sostegno economico all’Ucraina e la preparazione del terreno per un futuro round trilaterale che coinvolga anche la Russia -5-9. Zelensky ha sottolineato come i contatti con i suoi rappresentanti, tra cui Rustem Umerov e Davyd Arakhamia, e con gli stessi emissari americani abbiano portato a un maggiore livello di preparazione per il prossimo appuntamento, il quale, con ogni probabilità, si terrà negli Emirati Arabi Uniti, e più precisamente ad Abu Dhabi, proprio all’inizio del mese di marzo -4-10. Un’accelerazione, questa, che arriva a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione su larga scala e che vede il presidente americano Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, esercitare una pressione non indifferente affinché si giunga rapidamente a una definizione del conflitto, sebbene il Cremlino, dal canto suo, continui a mostrare una posizione attendista e ribadisca di non avere fretta di porre termine alle operazioni belliche, mentre le rispettive difese aeree continuano a essere messe alla prova ogni notte da sciami di droni e missili balistici -4-7.




