Mediobanca, cade l'impero: si dimette il cda dopo l'acquisizione del Montepaschi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   È finita l'era di Alberto Nagel a Mediobanca. Dopo una riunione del consiglio d'amministrazione protrattasi per oltre quattro ore nella sede di Piazzetta Cuccia, l'intero organo amministrativo – con la sola, significativa eccezione di Sandro Panizza, rappresentante del fondo Delfin della famiglia Del Vecchio – ha rassegnato le proprie dimissioni. Una mossa, questa, presentata come necessaria per "favorire un'ordinata e tempestiva transizione" dopo l'esito dell'offerta pubblica di acquisto promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena, che si è aggiudicata il controllo dell'istituto fondato da Enrico Cuccia. Le dimissioni diventeranno effettive in concomitanza con la prossima assemblea degli azionisti, fissata per il 28 ottobre, data dalla quale si attenderà la costituzione di un nuovo board.

L'addio di Nagel, che ha guidato la banca d'affari per oltre un trentennio, è stato annunciato dallo stesso manager con una lettera ai dipendenti, nella quale ha citato il poeta Orazio per paragonare metaforicamente la conquista di Mediobanca da parte di Mps alla Grecia che, catturata dai romani, finì per civilizzare il conquistatore. Un passaggio colto che suona come un epitaffio di un'epoca che si chiude, segnando la fine di uno scontro di potere che ha infiammato la finanza italiana negli ultimi anni. Il cda uscente, in una delle sue ultime delibere, ha dato il via libera al bilancio e alla distribuzione del dividendo, ma ha parallelamente bloccato l'ultima tranche del programma di buyback, una decisione che il mercato ha comunque premiato con un rialzo dei titoli.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.