Montepaschi, con Mediobanca si guarda all'Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La nuova fase del Monte dei Paschi di Siena, che piace al mercato per le ambizioni di crescita internazionale, si fonda su risultati finanziari che hanno superato le attese, come emerso dalla conference call con gli analisti in seguito alla pubblicazione dei conti trimestrali. L’amministratore delegato Luigi Lovaglio, mostrando un piglio determinato e una visione che travalica i confini nazionali, ha delineato il percorso di un gruppo trasformato, definendolo «un nuovo leader in grado di competere a livello europeo» e, non a caso, l’istituzione finanziaria che «l’Italia merita». L’utile netto, che ha toccato 1,37 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2025, rappresenta il presupposto concreto di una simile aspirazione, corroborata da un indicatore di solidità patrimoniale, il Cet1, attestatosi al 16,9%.

Una strategia condivisa con Mediobanca

La partnership con Mediobanca, elemento cardine di questa rinascita, viene indicata come la leva che consentirà all’istituto senese di espandere il proprio raggio d’azione. «Mps con Mediobanca», ha sottolineato Lovaglio, «avrà la possibilità di crescere non solo in Italia ma anche all’estero», una dichiarazione che delinea una strategia chiara e ben strutturata. Se ne trae l’impressione di un progetto organico, dove l’acquisizione non è un fine ma uno strumento per accedere a mercati più ampi e dinamici, sebbene lo stesso amministratore delegato abbia giudicato prematuro ogni commento circa un eventuale delisting di Piazzetta Cuccia, mantenendo così un prudente riserbo sugli sviluppi operativi più delicati.

La remunerazione degli azionisti e le cedole

Proprio la robustezza dei conti apre la strada a una politica di remunerazione particolarmente generosa verso gli investitori, con l’ipotesi di distribuire l’intero utile a dividendo e di valutare il pagamento di cedole straordinarie. È un segnale forte, che mira a consolidare la fiducia dopo un passato travagliato e a premiare la pazienza di chi ha creduto nella riorganizzazione; d’altronde, la volontà di “imprimere un cambio di marcia” necessita di un consenso solido, che passa anche attraverso una tangibile condivisione dei successi. Parallelamente, si registra l’operazione di Maire, la quale ha collocato obbligazioni per un controvalore di 275 milioni, i cui proventi saranno destinati al rifinanziamento di debiti preesistenti.

Le prospettive di un gruppo rinnovato

Quello che Lovaglio ha descritto come un «momento fondante» per la banca sembra dunque poggiare su basi solide, sia in termini di capitale che di visione strategica. La trasformazione subita ha condotto alla creazione di un soggetto differente, le cui ambizioni sono commisurate alla sua rinnovata capacità di generare profitto e di guardare con sicurezza allo scenario continentale. La crescita all’estero, sebbene non ancora dettagliata nei suoi meccanismi operativi, costituisce ormai un obiettivo dichiarato e perseguibile, che completa il disegno di un’istituzione non più ripiegata su se stessa ma proiettata verso una competizione matura e sofisticata.

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