Proposte di deportazione in Uganda: l'Ue vira a destra sui migranti
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Redazione Esteri
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Il Consiglio europeo di ottobre, un summit di transizione con la Commissione von der Leyen bis non ancora in carica e le elezioni presidenziali Usa alle porte, sancisce lo spostamento a destra del consensus Ue in materia di migrazioni. Il vertice, depennato l’Eurosummit, è stato concentrato in una sola giornata e si è chiuso con l’adozione delle conclusioni su almeno due dei temi che più hanno impegnato i leader: guerra in Ucraina e migrazioni, mentre quelle sul Medio Oriente sono al momento ancora in lavorazione.
L’Italia guida il fronte dei “duri” e incassa il sostegno di Ursula von der Leyen. Raramente la sala della delegazione italiana nell’Europa Building a Bruxelles è stata così affollata. Mai, soprattutto, è stata riempita da undici leader riuniti attorno al tavolo con il presidente della Commissione europea. Mai, per di più, appena qualche minuto prima che si aprissero i lavori del Consiglio Ue. Ieri, tra un pain au chocolat e qualche caffè dettato dall’orario mattutino, è però accaduto.
I leader Ue riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo hanno cercato e trovato nelle conclusioni la sintesi su tre temi che continuano a dividere gli Stati membri: Ucraina, Medio Oriente e lotta alla migrazione irregolare. È stata però la discussione sulla migrazione, definita dal presidente del Consiglio europeo Michel «estremamente approfondita», a rappresentare la maggiore novità perché rispetto al passato più recente c’è stato un cambiamento di atteggiamento, certificato dai contenuti della lettera sulla migrazione inviata dalla presidente von der Leyen ai leader Ue e anche dalla dichiarazione dei capi di Stato e di governo del Ppe (sono quattordici) che si sono riuniti prima dell’inizio del summit.
Alla fine un piccolo accordo lo hanno trovato, ma la spaccatura resta. Sui migranti, infatti, le visioni tra i 27 Paesi dell’Ue sono assolutamente divergenti. Italia, Polonia e Olanda da una parte, Germania, Spagna dall’altra. Destre sovraniste e “piccoli” da una parte, sinistra e “grandi” dall’altra.




