Nipote Matteotti attende un gesto di Meloni dopo il vandalismo alla lapide
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Redazione Interno
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"Mi aspettavo, in primis, un gesto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Le avevo già chiesto di esprimersi un anno fa, quando è cominciato il centenario. Sarebbe un atto doveroso, quello che tutti ci aspettiamo". Con queste parole, Elena Matteotti, nipote di Giacomo Matteotti, ha commentato all’ANSA i recenti danneggiamenti alla lapide commemorativa del nonno, ucciso nel 1924 per il suo impegno antifascista.
L’episodio vandalico, che ha colpito il monumento sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a Roma, ha provocato un’ondata di reazioni istituzionali. I carabinieri della stazione Flaminia hanno avviato le indagini, eseguendo rilievi tecnici per risalire agli autori del gesto. Intanto, una delegazione del Partito democratico – composta dalla segretaria Elly Schlein, dai capigruppo Francesco Boccia e Chiara Braga, e dalla coordinatrice Marta Bonafoni – si è recata sul posto per deporre rose rosse in memoria del deputato socialista. "Un sacrificio che non va dimenticato", ha sottolineato Schlein, denunciando un atto "inaccettabile" contro la memoria storica del Paese.
Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha condannato l’accaduto, definendolo "ignobile" e ricordando che Matteotti "pagò con la sua vita per la libertà". Parole simili sono arrivate dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha visitato il monumento danneggiato, parlando di un "grave attacco alla democrazia".




