Nubifragio all'Elba, allagamenti e frane tra Cavo e Rio: resta chiusa la strada della Parata

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un forte nubifragio si è abbattuto nella mattinata di domenica 18 ottobre sul versante nord-orientale dell'Isola d'Elba, provocando allagamenti diffusi, smottamenti e disagi alla circolazione. Le piogge, concentrate in un arco temporale di poche ore, hanno rapidamente riempito fossi e corsi d'acqua che hanno riversato fango e detriti sulle strade principali, con le situazioni più critiche registrate a Cavo, Rio Marina e Bagnaia, nel comune di Rio.

Le zone più colpite tra Cavo e Rio Marina

A Cavo l'acqua ha invaso il lungomare Kennedy e il lungomare Vespucci, dove si concentrano diverse attività commerciali, raggiungendo anche alcune abitazioni e il porto, con un'imbarcazione interessata. Una persona è stata evacuata da un immobile in via della Circonvallazione, mentre si è registrato un cedimento dell'asfalto nei pressi del campo sportivo.

Il vicesindaco di Rio, Mattia Guerrini, ha seguito costantemente l'evoluzione della situazione, mentre la Protezione civile ha mobilitato tutte le squadre disponibili, comprese quelle fuori servizio, per fronteggiare le criticità.

A Rio Marina sono finite sott'acqua le zone del Villaggio Togliatti e del campo sportivo, mentre la piena del torrente Riale ha trascinato due auto parcheggiate. A Bagnaia il corso d'acqua che attraversa l'abitato ha raggiunto il livello di guardia, alimentando il timore di un'esondazione. Disagi anche sulla strada del Volterraio, dove pioggia e ruscellamenti hanno depositato detriti sulla carreggiata, e a Porto Azzurro, con acqua penetrata in garage e locali ai piani bassi; a Capoliveri si sono registrati accumuli di fango lungo alcune arterie.

Un'interruzione temporanea della rete Vodafone nella zona orientale è stata probabilmente causata da un fulmine, mentre le scariche elettriche hanno danneggiato alcuni elettrodomestici.

La viabilità e gli interventi in corso

Resta chiusa al transito la strada provinciale 33 della Parata, che collega Rio nell'Elba a Cavo, interessata da due frane in prossimità dell'abitato. Sul posto sono al lavoro gli operai dell'impresa Nanni Elba, incaricata dalla Provincia di Livorno in somma urgenza, per la rimozione di fango e detriti che occupano la carreggiata; la riapertura è prevista, salvo ulteriori impedimenti, nella giornata di martedì 20 ottobre.

Gli operai provinciali sono impegnati anche nella pulitura delle altre strade del distretto elbano, con interventi concentrati sul versante di Rio, a Bagnaia e sul Volterraio, dove le strade risultano percorribili ma con presenza di fango e asfalto scivoloso.

Sul fronte meteorologico, la Sala operativa unificata della Protezione civile regionale ha prorogato l'allerta gialla per temporali forti fino alle ore 10 di lunedì 19 ottobre sulle colline del Fiora e dell'Albegna, lungo la costa grossetana e sulle isole dell'Arcipelago toscano, a causa del persistere di condizioni di marcata instabilità.

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso vicinanza ai cittadini, alle famiglie e alle attività commerciali colpite, sottolineando la necessità di mantenere alta l'attenzione nelle zone interessate dagli allagamenti.

Le proposte tecniche per il rischio idrogeologico

Sulle cause degli allagamenti è intervenuto Simone De Rosas, segretario del Pd Elba, che in un post ha richiamato la necessità di progetti e fondi strutturali: «Non servono parole e buoni propositi per chi governa, servono progetti e fondi per finanziarli», ha scritto, citando le soluzioni presentate la settimana precedente dagli architetti Massimiliano Pardi e Valentina Tosi per Portoferraio, estendibili al resto dell'isola, come la rimozione di asfalto e cemento, l'aumento del verde e la realizzazione di vasche di laminazione urbane.

Pardi ha replicato proponendo un tavolo tecnico permanente tra i sette Comuni elbani, la Regione Toscana, l'Autorità di Bacino e il Consorzio di Bonifica, finalizzato a un Piano Strategico Intercomunale per la Resilienza Idraulica e Climatica dell'Isola d'Elba. Secondo l'architetto, le soluzioni tecniche disponibili comprendono città spugna, infrastrutture verdi, sistemi di drenaggio sostenibile e aree di laminazione, ma richiedono una programmazione unitaria che superi la frammentazione degli interventi comunali.

La cartografia leopoldina indica del resto che nella valle di Cavo scorrevano quattro fossi poi tombati, convogliati verso il mare per smaltire le piogge in eccesso.

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