Oro Banca d’Italia, nessun trasferimento: dove restano le riserve
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Redazione Economia
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La Banca d’Italia non ha effettuato alcun trasferimento delle proprie riserve d’oro. La precisazione dell’istituto di Via Nazionale arriva dopo l’annuncio della banca centrale dei Paesi Bassi, che negli ultimi mesi ha spostato circa 86 tonnellate di riserve auree da New York, negli Stati Uniti, e da Ottawa, in Canada, verso Londra, nel Regno Unito. De Nederlandsche Bank ha collegato l’operazione alle crescenti tensioni geopolitiche e alla necessità di poter utilizzare più rapidamente l’oro nell’eventualità di una grave crisi, mentre per le riserve italiane non è stato effettuato alcun riposizionamento.
La precisazione della Banca d’Italia dopo la scelta dei Paesi Bassi
Il chiarimento di Banca d’Italia distingue quindi la posizione italiana da quella assunta dalla banca centrale olandese. L’istituto italiano ha riferito all’ANSA di non aver effettuato alcun trasferimento d’oro, mentre nei Paesi Bassi è stata decisa una diversa distribuzione di una parte delle riserve custodite all’estero. Il movimento annunciato dalla DNB riguarda circa 86 tonnellate trasferite dagli Stati Uniti e dal Canada verso Londra e, secondo le informazioni riportate, rientra in una scelta legata alle recenti incertezze geopolitiche. Non si tratta di una vendita delle riserve auree né di un abbandono degli Stati Uniti, ma di uno spostamento fisico dei lingotti tra diverse sedi di custodia.
Il confronto ha riportato l’attenzione sulla collocazione dell’oro italiano, che resta distribuito tra Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera. Tra le informazioni indicate emerge in particolare che il 43% delle riserve auree italiane è conservato negli Stati Uniti. La Banca d’Italia, tuttavia, non ha annunciato modifiche a questa distribuzione e ha escluso che siano già avvenuti trasferimenti. Il punto centrale della precisazione riguarda proprio questo aspetto: mentre altri Paesi stanno intervenendo sulla collocazione geografica di parte delle proprie riserve, per l’oro italiano non risulta alcuno spostamento effettuato dall’istituto di Via Nazionale.
Perché la decisione olandese ha riacceso l’attenzione sulle riserve auree
La scelta dei Paesi Bassi ha assunto rilievo perché la banca centrale olandese ha motivato apertamente il trasferimento con la crescente instabilità geopolitica. La DNB ha spiegato la necessità di rendere più rapidamente utilizzabile una parte dell’oro in caso di una grave crisi, decidendo così di modificare la distribuzione delle riserve precedentemente custodite negli Stati Uniti e in Canada. Il trasferimento verso Londra rappresenta quindi un riposizionamento delle riserve e non una loro riduzione. Proprio questa motivazione ha alimentato il confronto con la situazione italiana, dove una parte consistente dei lingotti continua a essere conservata fuori dal territorio nazionale.
Nelle informazioni riportate viene ricordato anche il caso della Francia, che avrebbe già riportato in patria le proprie riserve nel mese di gennaio, mentre l’Olanda ha scelto di spostare una parte consistente dei propri lingotti depositati in Nord America. Per l’Italia, invece, il dato comunicato dalla Banca d’Italia resta invariato: nessun trasferimento delle riserve d’oro è stato effettuato. Le riserve italiane continuano dunque a essere distribuite tra più Paesi, con una quota custodita negli Stati Uniti e altre disponibilità collocate in Italia, nel Regno Unito e in Svizzera, secondo l’assetto richiamato nelle informazioni disponibili.
Le riserve italiane restano distribuite tra quattro Paesi
Il tema della localizzazione dell’oro assume particolare evidenza anche per le dimensioni delle riserve italiane, indicate tra le tre più grandi al mondo. Quasi la metà risulta custodita negli Stati Uniti e, più precisamente, viene riportata una quota pari al 43%. La distribuzione comprende inoltre Italia, Regno Unito e Svizzera. La precisazione di Via Nazionale non introduce cambiamenti nella gestione né annuncia operazioni future: chiarisce esclusivamente che, a differenza di quanto avvenuto per la banca centrale olandese, non è stato effettuato alcun trasferimento dell’oro detenuto dalla Banca d’Italia.
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