Riserve d’oro Bankitalia, nessun trasferimento dopo l’Olanda
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Redazione Economia
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Le riserve d’oro Bankitalia non sono state trasferite: la Banca d’Italia ha chiarito di non aver effettuato alcun movimento dei propri lingotti dopo la decisione della Banca centrale olandese di spostare parte delle sue riserve auree da Stati Uniti e Canada verso Londra. La precisazione dell’istituto italiano è arrivata in seguito alle domande su un possibile allineamento alla scelta della Dnb, motivata dalle crescenti tensioni geopolitiche. La Banca d’Italia ha quindi confermato che la distribuzione attuale delle riserve non è cambiata.
La posizione della Banca d’Italia dopo la decisione olandese
Il chiarimento della Banca d’Italia riguarda direttamente il tema della custodia dell’oro italiano conservato anche all’estero. L’istituto ha spiegato all’Ansa che non è stato realizzato nessun trasferimento delle riserve auree, prendendo le distanze dalla scelta compiuta dalla banca centrale olandese. La decisione della Dnb aveva riguardato il riposizionamento di una parte dell’oro custodito negli Stati Uniti e in Canada verso il Regno Unito e l’Olanda, in un contesto caratterizzato da maggiore attenzione verso gli equilibri geopolitici internazionali.
La vicenda ha riportato l’attenzione sulla collocazione delle riserve auree italiane e sul loro rapporto con le scelte adottate da altre autorità monetarie europee. Secondo quanto comunicato, la Banca d’Italia non ha seguito la strada intrapresa da alcune banche centrali che hanno deciso di riportare parte del metallo prezioso nei propri Paesi. Il tema del rimpatrio dell’oro è tornato al centro del dibattito proprio dopo le recenti operazioni annunciate all’estero.
Dove sono custodite le riserve auree italiane
Le riserve d’oro italiane restano distribuite tra diverse sedi. La Banca d’Italia ha precisato che non sono stati effettuati trasferimenti, mentre le informazioni riportate indicano una presenza delle riserve tra Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera. Una parte consistente dell’oro italiano rimane quindi custodita fuori dai confini nazionali, compresi i quantitativi conservati negli Stati Uniti, che secondo quanto riportato rappresentano il 43% delle riserve.
Il confronto con altri Paesi europei nasce dalle recenti decisioni legate alla gestione delle riserve auree. La Francia ha già riportato a casa parte del proprio oro nel mese di gennaio, mentre la Banca centrale olandese ha annunciato lo spostamento di una quota delle proprie riserve. La Banca d’Italia, invece, ha confermato di non aver adottato misure analoghe e di non aver modificato la collocazione delle proprie riserve.
Il caso delle riserve auree Bankitalia si inserisce quindi nel dibattito sulla gestione dell’oro detenuto dalle banche centrali in una fase segnata da nuove valutazioni sugli asset custoditi all’estero. La posizione ufficiale dell’istituto italiano resta quella comunicata dopo le richieste di chiarimento: nessun trasferimento è stato effettuato e la struttura di custodia delle riserve auree non ha subito cambiamenti rispetto alla situazione precedente.
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