Ispezione a Modena per l’incontro dei bambini con l’indagato per terrorismo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna ha disposto un accertamento ispettivo per fare piena luce su quanto accaduto mercoledì 3 giugno a Modena, dove alcuni alunni – appartenenti a scuole primarie e dell’infanzia – hanno preso parte a un incontro sulla pace con la presenza, tra gli altri, di Sulaiman Hijazi, attivista palestinese attualmente sotto inchiesta da parte della Procura di Genova.
Quest’ultimo, che secondo le ricostruzioni della stampa avrebbe partecipato all’evento nelle vesti di interprete per il giornalista di Al Jazeera Wael Al-Dadouh, è indagato per associazione con finalità di terrorismo nell’ambito di una maxi-inchiesta che ha portato, lo scorso dicembre, a nove arresti e che vede coinvolte oltre venti persone; la procura ligure lo considera, in particolare, lo storico braccio destro di Mohammad Hannoun, attualmente in carcere perché ritenuto dalla magistratura il vertice della cupola di Hamas in Italia e accusato di aver raccolto denaro – sotto la falsa scusa
Della beneficenza – da destinare al finanziamento del gruppo fondamentalista.
La reazione del ministro Valditara e l’avvio delle verifiche
Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, ha commentato con decisione la vicenda, definendola “un fatto grave” laddove le indiscrezioni riportate dalla stampa – in particolare dal quotidiano "Il Giornale", che ha rotto il silenzio sull’episodio – trovassero effettivo riscontro.
“Se qualcuno pensa ancora di poter fare della scuola un luogo di indottrinamento e di propaganda sbaglia – ha dichiarato il ministro – questo ministero non lo consentirà”; per questo motivo Valditara ha richiesto agli uffici competenti di sollecitare l’esito dell’ispezione, concentrandosi in particolare sia sulle modalità organizzative dell’evento sia sui contenuti specifici che sono stati trasmessi ai giovanissimi studenti.
La nota ufficiale del Ministero precisa, del resto, che l’obiettivo è comprendere pienamente l’accaduto e che eventuali aspetti non di competenza dell’amministrazione scolastica, qualora emergano, verranno comunque segnalati alle autorità competenti.
La difesa di Hijazi: “Indagato non è colpevole, vogliono infangarmi”
Attraverso i microfoni dell’Ansa, lo stesso Sulaiman Hijazi ha respinto al mittente le polemiche, parlando di una “polemica assurda, creata sul nulla” e ribadendo con forza un principio cardine dell’ordinamento: quello della presunzione di innocenza.
“Sono sicuro che la mia posizione sarà archiviata – ha aggiunto – ma indagato non vuol dire colpevole, vuol dire presunto innocente”; nel suo intervento, Hijazi ha accusato chi ha reso pubblico il suo nome di voler deliberatamente infangare la sua reputazione e, per suo tramite, quella dell’intero popolo palestinese, mentre il suo legale, l’avvocato Luca Bauccio, ha risposto duramente al ministro Valditara, chiedendo che venga rispettata la presunzione di innocenza “sempre e non solo quando torna comodo”.
Il difensore ha inoltre sottolineato come il suo assistito sia incensurato e libero, non essendo destinatario di alcuna misura cautelare personale, e ha bollato l’atteggiamento delle istituzioni come un “grave attentato alla libertà e alla reputazione”.
La versione del sindaco Mezzetti e i contorni della vicenda
Anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, presente per circa un’ora all’iniziativa che si è svolta negli spazi pubblici del “Laboratorio Aperto”, ha voluto fornire la sua ricostruzione attraverso una lunga lettera.
Mezzetti ha spiegato di essere stato invitato da insegnanti del “Movimento Cooperazione Educativa” per dialogare con i bambini, i quali avevano in precedenza inviato lettere e riflessioni sulla pace; il primo cittadino ha negato categoricamente che durante la sua presenza si sia mai parlato del conflitto israelo-palestinese o che sia stato intonato un canto politico come “Free free Palestine”.
“Se questo è accaduto dopo che io sono andato via – ha scritto il sindaco – lo giudico assolutamente inopportuno”, stigmatizzando il fatto che bambini così piccoli possano essere strumentalizzati su questioni che non sono ancora in grado di comprendere appieno. Quanto a Hijazi, Mezzetti ha dichiarato di non averne mai conosciuto le generalità, essendo egli presente unicamente come interprete per il giornalista Al-Dadouh – già in passato ricevuto a palazzo comunale – e di non essere stato perciò informato sulla sua delicata posizione giudiziaria.




