Ucraina, timidi segnali positivi dai colloqui di Istanbul ma il dialogo resta in salita
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Redazione Esteri
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I primi negoziati tra Russia e Ucraina a Istanbul hanno prodotto un risultato concreto, seppur limitato: l’accordo per lo scambio di 1.000 prigionieri per parte, come confermato dal ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov e da fonti russe. Un passo significativo, il primo dall’inizio del conflitto, che però non basta a stemperare le tensioni. Mosca, infatti, ha ribadito la propria indisponibilità a una tregua, mentre Kiev ha respinto le condizioni imposte dal Cremlino, giudicate "inaccettabili".
Emmanuel Macron, intervenuto nel dibattito, ha accusato la Russia di non volere davvero fermare le ostilità, sollecitando una maggiore pressione internazionale su Putin. Intanto, il Cremlino ha chiuso ogni porta a un eventuale faccia a faccia tra il presidente russo e Volodymyr Zelensky, definito "non alla pari". Un funzionario anonimo, citato da media indipendenti, ha precisato che "negoziati spontanei alle condizioni dell’avversario non sono mai stati sul tavolo". L’ipotesi di un vertice diretto, secondo la stessa fonte, potrebbe diventare realtà solo su invito personale di Donald Trump, ma al momento non ci sono sviluppi in questa direzione.




