Atalanta-Lazio finisce in parità, Provedel frena la Dea

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Atalanta, unica formazione ancora imbattuta nel campionato, consolida un primato che, se da un lato lusinga, dall’altro comincia a svelare i tratti di un’ambizione forse un po’ troppo contenuta, come dimostra il terzo pareggio consecutivo, il quinto in sette giornate, maturato contro una Lazio che ha saputo resistere con tenacia. Un primo tempo, per ammissione degli stessi protagonisti, è scivolato via senza che nessuna delle due compagini riuscisse a imporre una chiara regia, in un susseguirsi di azioni spezzate e di gioco poco fluido, il quale, se da una parte ha deluso le attese, dall’altra ha preparato il terreno per una ripresa di ben altro tenore. È dopo l’intervallo, infatti, che la partita ha conosciuto la sua svolta più significativa, con i padroni di casa che hanno imbastito un assedio prolungato alla porta laziale, costringendo i biancocelesti a una difesa tutta concentrata sulla propria area.

Il muro Provedel e il palo beffardo

La supremazia nerazzurra, che i numeri confermano in maniera inequivocabile con un possesso palla del 58% contro il 42% e sedici tiri staccati a quattro, si è infranta sulla risolutezza di un estremo difensore in stato di grazia e sulla sfortuna. Ivan Provedel, il cui rendimento nella passata stagione era stato oggetto di qualche perplessità, ha ritrovato in questa gara la sicurezza che lo contraddistingue, compiendo due interventi decisivi che da soli valgono il punto; uno di essi, su un tentativo aereo di Krstovic, è stato particolarmente provvidenziale per le sorti della sua squadra. A completare l’opera di salvataggio, intervenendo laddove neppure il portiere avrebbe potuto arrivare, è stato il palo, che ha respinto il missile di Davide Zappacosta, negandogli così la gioia di un gol che avrebbe coronato una sua prestazione di altissimo livello.

Le occasioni sprecate e la tenuta laziale

All’efficacia di Provedel non ha purtroppo corrisposto la freddezza realizzativa degli attaccanti bergamaschi, i quali, pur creando tre chiare occasioni da rete contro nessuna degli ospiti, non sono riusciti a tradurre in gol la loro netta superiorità territoriale. Oltre al già citato Zappacosta e a Krstovic, hanno fallito il bersaglio anche Ederson, Lookman e De Roon, mentre Ahanor ha sprecato una delle opportunità più invitanti, permettendo alla difesa avversaria, dove il giovane difensore ha comunque mostrato personalità, di uscire indenne da una situazione di estremo pericolo. La Lazio, dal canto suo, ha saputo sopportare la pressione, mostrando una compattezza che il suo allenatore ha voluto sottolineare come segnale positivo di un gruppo che sta trovando la sua identità, soprattutto in fase di non possesso.

Le considerazioni tecniche dopo il fischio finale

Al termine dell’incontro, il tecnico della Lazio ha espresso soddisfazione per l’atteggiamento mostrato dalla sua squadra, soprattutto nella prima frazione di gioco, da lui definita di “ottimo livello”, evidenziando come la disponibilità difensiva offerta da tutti i giocatori, molti dei quali reduci da un solo allenamento completo, sia un elemento che fa ben sperare per il prosieguo della stagione. Ha inoltre riconosciuto come, nel secondo tempo, sia cresciuto il ritmo imposto dall’Atalanta, contro il quale la sua squadra ha faticato non poco. Questo pareggio, che per i laziali assume i contorni di un risultato prezioso ottenuto in un campo difficile, consegna al tempo stesso un’immagine dell’Atalanta come di una squadra solida e pericolosa, ma che forse, in questa fase, sta pagando un certo affanno nel concludere le azioni che essa stessa costruisce con tanta abbondanza.

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